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17/01/25
SRL + LOCULO + VOX INFERI + NECROFILI
CLUB HOUSE FREEDOM, VIA DI BRAVA 132 - ROMA
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( 1460 letture )
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Vi ricordate i primi dischi thrash di inizio anni '80, quei vinili mitici che portarono una ventata di novità ed entusiasmo nell'allora ancor giovane panorama metallico? In molti lo reputano il momento migliore di questo "sottogenere", con la genuina violenza e la sincera rabbia che contraddistinguevano ogni band che voleva fregiarsi di tale titolo. Ebbene, nel 2004, a quanto pare, tra i più accaniti estimatori dello speed thrash old-style c'erano anche due amici tedeschi -tali Ricky Wagner e Thorben Schulz- entrambi chitarristi, i quali non gradivano troppo il trend musicale della scena metal del nuovo millennio e rimpiangevano i bei tempi andati... quindi perché non formare un gruppo proprio che riportasse in auge il periodo d'oro ormai perduto nei meandri dei ricordi? Detto, fatto: ecco in breve la genesi dei Rezet. Metal vecchio stile, abbiamo detto; sicuramente le sonorità dei primi Metallica e Slayer fanno capolino a più riprese tra i solchi di questo album, ma è soprattutto ai Megadeth che il quartetto proveniente da Schleswig sembra essere ancor più debitore.
Le lunghissime intro strumentali che aprono gran parte dei brani ricordano molto il modo di fare thrash dell'epoca, con la voce di Wagner che compare spesso dopo il primo minuto abbondante dall'inizio del brano; a proposito, delle vocals è innegabile ed anzi evidente l'ispirazione del singer nei confronti di Mustaine, con il suo cantato acido e velenoso e la tonalità quasi identica a quella di MegaDave. Il frontman -chitarrista mancino assai dotato anche compositivamente parlando- mette la propria firma su tutte le tracce, coadiuvato dall'amico Schulz solamente in due brani, vale a dire la buonissima Gargantua e l'altrettanto valida Full Throttle. Gli assolo elaborati e le intricate trame chitarristiche -basta andare alla quarta traccia Charity (The Preacher) per farsi un'idea di ciò di cui stiamo parlando- rendono le canzoni molto piacevoli ma a tratti un po' stucchevoli: infatti, ascoltando Rezet To Zero sembra di sentire una song scartata da Rust in Peace, in certi tratti è davvero troppo simile alla parte finale di Hangar 18 e anche le altre canzoni sono su questa falsariga. Ed è forse proprio questa la minaccia insita nell'arma a doppio taglio del rifarsi troppo alle proprie muse ispiratrici: i Rezet corrono davvero il rischio di passare per cloni dei Megadeth piuttosto che per una band che vuole difendere il vessillo del grezzo thrash di fine secolo scorso.
Civic Nightmares probabilmente piacerà ai metalheads old-school e non solo a loro, ma c'è il concreto pericolo che il "tarlo da plagio" si faccia insistentemente strada nel nostro cervello durante la riproduzione di tutto il disco.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. The Quest 2. Combat Shock 3. Out For Blood 4. Charity (The Preacher) 5. Full Throttle 6. Visions From Beyond 7. Gargantua 8. Rezet To Zero 9. Black Convent 10. The Terror Strikes Back
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Line Up
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Ricky Wagner (voce, chitarra) Thorben Schulz (chitarra) Sascha Marth (basso, cori) Bastian Santen (batteria)
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RECENSIONI |
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