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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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Blue Oyster Cult - Tyranny And Mutation
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Tyranny and Mutation (spesso trascritto come Mvtation per imitare la grafia della cover) è, tanto per cominciare, il disco con il quale i Blue Öyster Cult ottennero la ridicola ma in un certo senso meritata fama di "risposta americana ai Black Sabbath". Ma cosa diavolo c'entrano cinque polistrumentisti ossessionati dalla fantascienza e dalla Seconda Guerra Mondiale (non necessariamente separate) con Iommi, Osbourne, Butler e Ward? Se le apparenze fossero tutto, il legame sarebbe difficilmente spiegabile: nè il sound (consistendo quello dei Blue Öyster Cult in brani aperti, melodici ed elaborati, laddove i Black Sabbath prediligevano strutture pesanti e sgraziate), nè il look (postgotico per i Sabs, luminescente e anche un po' ridicolo per i BÖC), nè i testi (e qui ci arriviamo dopo) trovano un terreno comune tra queste due band. Ma, proprio come Iommi e soci nella vecchia Inghilterra, questo misconosciuto combo americano era, all'epoca, la band più pesante in circolazione nel proprio paese. In più, all'esoterismo un po' pacchiano dei colleghi sostituivano liriche complesse e profondamente simboliche, con riferimenti letterari, storici, di attualità tutt'altro che facili da decifrare (grazie al grandissimo lavoro del giornalista/manager/scrittore Sandy Pearlman, a conti fatti il sesto membro del gruppo). Certo, qui (siamo nel 1973) non sono ancora la band che ossessionerà Stephen King con Don't Fear the Reaper -e meno male, dato che quella hit arriverà in un momento di declino nella carriera dei Blue Öyster Cult.
Qui c'è un dualismo sferzante che permea l'intero album: Tirannia e Mutamento, il lato Nero e quello Rosso (sono proprio i due lati del vinile originale, così rispettivamente colorati), la violenza di sistema e la tensione psicologica individuale. Si parte con The Red and the Black, che riprende e amplifica l'idea di I'm on the Lamb but I Ain't No Sheep (dal debut album di due anni prima): gli incubi motociclistici della polizia canadese e della tragedia di Altamont si sommano, in un turbinio di luci sfocate che lasciano confusi ed estatici. O.D.'d On Life Itself canta la gioia della droga (OD'd è l'overdose, che, come suggerito dal titolo, giunge a prendere vita), nel pieno rispetto di una tradizione psichedelica forse un po' demodè ma sempre dannatamente efficace, vera, vivida. Hot Rails to Hell è dinamite pura, esplosione di suoni e melodie: e non una serie di scoppi subacquei come la precedente, ma un unico grande botto che travolge. I testi sono di livello spettacolare (conosco persone che si sono chieste per anni perchè, se le rotaie portano all'inferno, il treno vada in paradiso; e tuttora non saprei dare una risposta decisa). Ma il lato nero trova il suo maggiore sviluppo espressivo nella lunga e contorta 7 Screaming Diz-Busters, che tanto per cominciare prende riferimenti misterici (quando la polvere del polveraio sarà in vendita, come riportato anche dalla seconda di copertina del booklet) e li carica di riferimenti sessuali particolarmente espliciti; e dunque in sette minuti Lucifero e lo sperma diventano una cosa sola. Lucifer the Light è ripetuto all'incirca una quarantina di volte nella canzone, conferendo un alone esoterico che svia dai reali significati: un tipico trucco alla Sandy Pearlman, in effetti. Si conclude la prima metà del disco, e la seconda è devastante per quanto è differente. Si parte con la languida Baby Ice Dog, scritta da una certa Patti Smith: qui, al contrario di quanto visto finora, il sesso è l'argomento apparente, e dunque non quello effettivo; ma ogni canzone dei Blue Öyster Cult meriterebbe un articolo a sè per essere spiegata in ogni suo significato. Wings Wetted Down, a tratti minimal nello stile, pone le basi per quello che sarà Secret Treaties, considerato il capolavoro della band: sullo sfondo la guerra mondiale, e ancora più indietro l'immenso bagaglio culturale che produce le singole immagini. In effetti unire i raid aerei della Germania nazista contro l'Inghilterra a una bellissima poesia d'amore di Pablo Neruda è puro genio, non penso serva aggiungere altro. Teen Archer è invece, per contrasto, involuta nell'immaginario lirico, fornito dal critico musicale Richard Meltzer, che comunque non manca di fornire un connubio di amore e morte meraviglioso proprio perchè accennato e non sviscerato. Chiude Mistress of the Salmon Salt, perla di indescrivibile bellezza, con alcuni versi che sembrano quasi in stile Metallica, con la vita e la morte, la creazione e la distruzione, i sogni di Madre Natura e gli incubi industriali.
La grandezza di Tyranny and Mutation è nella polivalenza delle atmosfere, che possono variare completamente in un amen, a patto che si sia disposti a scavare oltre il significato apparente delle parole. E' rock molto cerebrale, quello dei Blue Öyster Cult, hard rock che ha bisogno di essere studiato e analizzato in ogni suo dettaglio. Le strutture musicali passano quasi in secondo piano di fronte alla forza evocativa del comparto lirico, in ogni caso inscindibilmente legato a quello melodico. Le doti strumentali dei singoli emergono a tratti, e più che altro nell'inventiva, nei riff decisi e veloci; ma chi ha avuto la fortuna di vedere i Blue Öyster Cult dal vivo (io no, devo ammettere) ha potuto toccare con mano il livello dei cinque come singoli e come ensemble. Una band "larger than life", dalle doti incredibili e quasi mai riconosciute, e un grandissimo disco hard rock, forte per le sue tematiche universali e diabolicamente splendide. Tirannia e Mutamento. Tirannia e Mutamento.
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Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo a Roma negli anni 80, appena dopo l'uscita di "fire of unknow origin"
Fecero un grandissimo concerto, con una scaletta da "paura", l'ultimo album e i primi due li suonarono quasi per intero, in più i loro classici: "don't fear the reaper" "godzilla" astronomy" ecc.
Uno dei più bei concerti a cui ho assistito nella mia vita. |
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Grande album pure questo, anche se è col successivo che tireranno giù il carico da dodici. A dirla tutta, io reputo leggermente sopra anche lo stratosferico debut. Grandissimi pezzi anche qui comunque. Penso a 7 Screaming Diz-Busters, Mistress of the Salmon Salt, The Red and The Black... Voto 85 |
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uno dei meglio album del periodo..duro,oscuro,spietato |
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Dopo l'eccellente debutto arriva la conferma. Qui mi pare che i BOC pestino di più sul tasto della durezza lasciando alla sola Wings wetted down l'unico momento di calma. Tra tanti pezzi 7 Screaming Diz-Busters emerge in tutta la sua bellezza: un autentico capolavoro fatto di cambi di tempo e con J. Bouchard in gran spolvero. La finale Mistress of salmon salt mi è sempre sembrato un connubio malatissimo di Black Sabbath, Pink Floyd e Beatles. 80 |
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Che gran bel disco, e che ricordi (sigh! ) |
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Lo scoperta tardi questa band e me pento...grandissimo album questo.Li reputo i Black sabbath Americani.Testi all'avanguardia,grandi melodie cattive,cupe,atmosfera malsana e onirica... |
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Fantastico anche questo! Una grandissima maturazione rispetto all'esordio, che era comunque un bel disco. Capolavoro. 95/100 |
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ma avete solo 2 recenzioni di un gruppo che e' pura leggenda ???? 1i primi 3 dischi , fire of unknow origin e l'incredibile imaginos ....... |
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che aspettiamo e rispolverare i classici di questo gruppo eccezionale? Secret treaties, spectres, cultosaurus erectus, fire of unknown origin aspettano solamente di essere doverosamente omaggiati, al lavoro cilatroni!!! |
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FENOMENALI!!! sino al '75 i B.O.C. sono stati una delle bands più influenti del panorama hard. Famoso il loro tour USA con i Black Sabbath ( denominato Black ' n ' Blue ). Esiste anche un film molto divertente, 'Stoned Age', in cui i protagonisti sono fans eccellenti della bands |
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Mamma mia che discone!!!!! Complessi e malefici... Assolutamente un gruppo unico, da riscoprire. Ci sono talmente tante chiavi di lettura in ogni loro canzone che c'è da perderci la testa... |
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Arriveranno, anche se col contagocce  |
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comunque ne voglio altre di recensioni dei blue oyster cult! |
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Io la trovai a cinque euro...un culo che non ti dico! |
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Thanx Filippo. L'ho già vista in giro e mi sa che me la prenderò. |
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@Pincheloco: la ristampa ha delle bonus track molto interessanti. @Ghenes:  |
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Grande disco. Purtroppo all'epoca non riuscii a recuperarlo in vinile, ma fu uno dei primi CD che acquistai. |
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...ehm ehm... no non sono iscritto. |
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Allora, su Slade e Cheap Trick non sono io la persona più indicata, ma farò presente (c'è anche un topic apposta sul forum, ma mi sembra che non siete iscritti o mi ricordo male io?). D'accordo con Krok, ho recensito Tyranny perché ci sono più legato, ma Secret Treaties è uno dei più bei dischi degli anni settanta. Davvero un peccato che si siano persi, senza clamore, senza liti furibonde, solo calando di qualità disco dopo disco (a parte Imaginos che è pazzesco). La stessa Don't Fear the Reaper è in Agents of Fortune che è da 65 al massimo... |
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Bellissima recensione!!Tiranny ,secondo me,è leggermente inferiore a Secret Treaties ,ma rimane comunque un grandissimo disco,peccato che i BOC si siano poi un po' persi per strada...concordo con Ok per quanto riguarda gli Slade... |
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a proposito (anche se non c'entra niente). a quando una rece dei Cheap Trick? |
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Album meraviglioso, bella recensione. i BOC e' stata la band piu' intelligente degli anni '70 nel campo hard rock con testi bellissimi e oscuri. Band che ha influenzato con le sue tematiche, tra i tanti, il grande Stephen King ed il grande regista John Carpenter. Da avere con il successivo "Secret Treaties" Peccato che in pochi li conoscano in Italia. per Filippo Festuccia si potrebbe avere una recensione anche di un album degli Slade, un altro grande gruppo nell'ambito hard/glam rock poco conosciuto in Italia ma che negli anni '70 e' stato il gruppo piu' popolare in UK ed ha influenzato grandi band dai kiss ai cheap trick ai quiet riot ,... grazie |
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finalmente avete recensito i blue oyster cult: affascinanti e fenomenali. |
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Vi ringrazio molto. Ai BOC sono davvero molto legato a livello emotivo, quindi per me è un onore prima che un piacere recensire un classico del genere. |
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complimenti a te Filippo per la riscoperta di questa band dimenticata e di questo disco epocale. |
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Questo è un grandissimo album: ho il vinile ormai consumato! |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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SIDE ONE – THE BLACK 1. The Red and the Black 2. O.D.’d on Life Itself 3. Hot Rails to Hell 4. 7 Screaming Diz-Busters
SIDE TWO – THE RED 5. Baby Ice Dog 6. Wings Wetted Down 7. Teen Archer 8. Mistress of the Salmon Salt (Quicklime Girl)
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Line Up
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Eric Bloom (Vocals, “Stun Guitar”, Synth) Donald “Buck Dharma” Roeser (Guitar, Vocals) Allen Lanier (Keyboards, Rhythm Guitar) Joe Buchard (Bass, Keyboards, Vocals) Albert Bouchard (Drums, Vocals)
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RECENSIONI |
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