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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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( 7130 letture )
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Mai titolo potrebbe essere stato più adatto per descrivere la nuova attitudine dei Borknagar. Il gruppo norvegese torna alla carica in pompa magna, con un album che non fa rimpiangere i bei tempi di Colossus e che al contempo cerca di aggiungere un pizzico di novità all’atmosfera che ha tanto influenzato il death-black nordico. Future Reminiscence, la prima traccia, lascia subito intendere la nuova direzione intrapresa dalla band: un mix perfetto tra le melodie di Quintessence e l’approccio meno black di Empiricism: questa canzone è un tripudio di melodie ricercate, gettate nella mischia di blast-beat velocissimi e riff epicheggianti, in cui le tastiere e gli screaming del sempreverde Vintersorg dominano la struttura e il mood dell’intera composizione. Un capolavoro. Il tiro non rimane così alto anche nella successiva Traveller, ma il proseguio dell’album mostra comunque un gruppo in grande forma, nonostante i capolavori degli anni precedenti non siano più raggiungibili, anche in virtù di un approccio sempre meno black (ma senza ricadere, ripeto, negli esperimenti progressive di Empiricism).
Le novità di Epic che ho riscontrato sono sostanzialmente tre. Le orchestrazioni sono davvero imperiose e fanno da tappeto a quasi tutti i brani. Resonance è un ottimo esempio di questo approccio moderno: è una canzone veloce, in tipico stile Borknagar, ma con diversi inserti di archi, pizzicato, e cori vagamente barocchi.
Una seconda variante sta nelle partiture acustiche, come nel caso di Relate, che si alternano con gusto a quelle più heavy. Per giudicare le clean vocals di Vintersorg (mediamente buone, ma non eccelse) non resta che ascoltare i suddetti inserti, visto che in Epic il cantante svedese ha preferito sfruttare per un buon 80% il cantato screaming e lasciare da parte il pulito tipico dell’album precedente (in verità un approccio un po’ inflazionato nei suoi album solisti, e che quindi immagino non mancherà particolarmente a nessuno).
C’è poi l’elemento produzione. In questo caso bisogna dire che i suoni rendono giustizia alle potenzialità tecniche della band, anche se magari i blackster meno oltranzisti (non mi chiedo neanche se i più oltranzisti possano amare questo genere) non gradiranno la perdita di saturazione tipica dei suoni di The Archaic Course o Quintessence.
La band come al solito suona compatta e con grande perizia tecnica. Una nota di merito va al tastierista, ispirato come non mai, e accompagnato da arrangiamenti favolosi da parte di tutti gli altri membri della crew.
Facendo il punto della situazione, non si può che amare questa nuova fatica dei Borknagar: un album che racchiude in sé molte più sfumature del solito -e con ciò mi riferisco soprattutto al pur ottimo Empiricism- un album che propone brani di grande valore e struttura, un album che ad ogni ascolto acquista un piccolo punto in più. Davvero bravi.
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VOTO LETTORI
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70.19 su 106 voti [
VOTA]
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8
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Ho sempre trovato questo disco bellissimo. C\'è molto pathos e musicalmente è molto valido. Ho votato 80, come il recensore. |
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7
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Mero esercizio di stile, tecnicamente tutto fila, quello che manca è ciò per cui si scrive musica: l\'arte! L\'ispirazione qui non c\'è, non si salva un brano! Inutile |
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6
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anche io la penso come renaz, disco non memorabile, ma decisamente ben fatto! voto: 80 |
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5
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Sicuramente hanno scritto cose infinitamente migliori, ma da qui a bocciarli, mah. Io resto della mia idea e sono felice che Aelfwine la pensi come me! |
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4
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Album non male, anche se potevano prendersi una pausa un po' più lunga ed assemblare un lavoro migliore. Per il resto, quoto pienamente voto e giudizio di Renaz. |
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2
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orripilante prestazione vocale di vintersorg... il punto più basso toccato dalla band |
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1
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Tyr è uscito dal gruppo da parecchio... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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01. Future Reminiscence
02. Traveller
03. Origin
04. Sealed Chambers of Electricity
05. The Weight of Wind
06. Resonance
07. Relate (Dialogue)
08. Cyclus
09. Circled
10. Inner Ocean Hypothesis
11. Quintessence
12. The Wonder
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Line Up
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Oystein G. Brun - guitar
Asgeir Mickelson - drums
Lars A. Nedland - synthesizers
Vintersorg - vocals
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