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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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In Flames - Soundtrack To Your Escape
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( 11013 letture )
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Con gli In Flames si ripropone il dilemma "evoluzione/conservazione" comune alle band storiche del panorama metal: c'è chi apprezza il tentativo di un gruppo di distaccarsi dalle origini per dirigersi verso nuove sonorità e chi lo bolla come la più grave dell'infamia (esempi sparsi: Anathema, Paradise Lost, Ulver), c'è chi impazzisce per album fotocopia (esempio recente: ultimo dei My Dying Bride, praticamente un puzzle senza capo né coda della loro pluriennale carriera) e chi per i vari gruppi che fanno molto metallaro-trendy-avantgarde-d'orizzonti aperti (gli incensatissimi Opeth) .
Oh, e poi ci sono gli In Flames.
Quegli In Flames amati e odiati, quegli In Flames che quasi "inventano" un sottogenere del metal e poi se ne allontanano irrimediabilmente, quegli In Flames che sfornano capolavori uno dietro l'altro e poi piazzano una patata bollente come Reroute To Remain, un figlioccio tanto indesiderato quanto intuibile, scavando fra le righe dell'altrettanto bistrattato Clayman, questi In Flames sono ritornati e, come sempre, la loro creazione dividerà e farà discutere.
Soundtrack To Your Escape, ingredienti: death (per modo di dire...)/thrash ultramelodico, sprazzi di nu-metal, un pizzico di elettronica, gli ormai standard chorus "da stadio", reminiscenze di The Passenger (l'ottima Evil In A Closet) e Korn (in certi passaggi il plagio di Jonathan Davies effettuato da Friden è alquanto imbarazzante), echi di At The Gates sparsi qua e là (specie nei tempi di batteria e a volte nel riffing, In Search For I docet), mescolate bene il tutto e cospargetelo con una spruzzata di "Classic In Flames" aroma, infornate e aspettate che il tutto si compatti.
Ascoltate.
Il risultato? quando tutti questi elementi si combinano a dovere e nessuno prevale sull'altro, le canzoni si fanno notevolmente apprezzare, come nel caso di The Quiet Place, dalla melodia semplice ma graffiante, della già citata Evil In A Closet, canzone che parte tranquilla per poi esplodere in un favoloso chorus o nella potente Superhero Of The Computer Age, le ombre invece cominciano a spuntare quando si decide d'ascoltare tutto d'un fiato l'album: con un ascolto attento infatti ci si accorge della grande ripetitività del prodotto e della sua eccessiva lunghezza, (problema che d'altro canto affliggeva anche Reroute To Remain) una ripetitività così accentuata che rende praticamente necessario uno skip di tracce a corrente alternata, per non cadere vittima dell'effetto-sbadiglio che aleggia greve sul platter; se si togliessero tre o quattro filler, Touch Of Red e Borders And Shading su tutti, il valore del disco sarebbe notevolmente più elevato.
Anche se mi rendo conto che sia una cosa impossibile, la cosa migliore da fare con un disco del genere è quella di predisporsi all'ascolto chiudendo un occhio sui lavori passati del gruppo, solo così si riusciranno a cogliere, obbiettivamente, pregi e difetti di questo Soundtrack To Your Escape.
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VOTO LETTORI
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66.32 su 146 voti [
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21
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Non erano male questi Korn.
Ah, no, scusate.
PS: voto 65 giustissimo. |
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20
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È un buon album, è ovvio che da clayman in poi bisogna dimenticare i vecchi In Flames |
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19
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Un disco geniale sia nel sound che nel songwriting, impressionante.
Ottimo sia in esecuzione che in produzione.
Fotografa una bomba di band, forse uno dei punti piu alti di creatività che hanno raggiunto.
Non è un disco per i fans di Jester Race, questa è un\'altra band molto piu valida!
Voto 95! |
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18
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@Carmine, vero. X me il cambio di direzione fu una delusione enorme all'epoca però distaccandomi dal mio gusto e guardando in retrospettiva di sicuro hanno fatto un grande percorso, fra l'altro molto apprezzato dai nuovi fans. Ormai sono un mega gruppo che all'estero riempe le arene e in patria si permette il lusso di fare una due giorni da più di 4000 persone sfiorando il tutto esaurito. Comunque apprezzo sempre tantissimo i loro album che mi piacevano all'epoca, la magia di quei dischi rimane immutata x me |
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17
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Per me parte a bomba nella prima parte e si crogiola nella seconda. Ci sta il 6,5. Comunque grande carriera, la loro. |
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16
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X me ha un paio di pezzi superlativi che tuttora ascolto spesso ma nel complesso non mi convinse e resta l’ultimo loro album che rientra (sebbene solo x quei pezzi) nelle mie preferenze |
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15
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Appena riascoltato. Per me superiore al precedente Reroute to Remain, che per i miei gusti - malgrado la sua importanza, essendo l’album della svolta - rimane il peggior album tra quelli con Strömblad in formazione. Qui, come detto al post #9, c’è più padronanza col nuovo sound, anche se però dopo 3/4 pezzi il tutto comincia a diventare un po’ noioso e monotono, tranne in un paio di casi. Album discreto, preferisco i due successivi. Voto 72 |
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14
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Come si fa a dire che questo è un brutto disco? E' un'altra cosa ...
questo, il precedente e i due successivi sono validissimi esempi degli IN FLAMES 2. Cambiare completamente stile non è stato un errore, meglio cosi che ripetersi |
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13
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Troppo cattivi, non è un capolavoro ma è un disco molto più che discreto. |
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12
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Il loro disco che ho ascoltato per ultimo. A me l'evoluzione/involuzione melodica avuta dalla band non è dispiaciuta, ritengo abbia tolto la furia e la creatività del passato ma abbia introdotto nuovi aspetti...ad esempio trovo Come Clarity un buon disco perchè seppur ruffiano mi piace come suona, così come trovo stucchevole Sounds Of A Playground Fading perchè non ci trovo un'idea buona che sia una. Questo? Sicuramente inferiore a Reroute che secondo me è spettacolare, ma contiene buoni pezzi (su tutte My Sweet Shadow) e tutto sommato è un album che ci sta. |
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11
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Suvvia, se ne salvano parecchie! The Quiet Place, Dial595-Escape, My Sweet Shadow, F(r)iend, Bottled, Superhero Of The Computer Rage e Evil In A Closet. Non è poi tanto male. Aggiungo che nessun album degli In Flames è uguale al precedente e cercare di paragonare questo ai vecchi è una pazzia (tanto quanto per SOAPF). |
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10
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Comprato quando uscì, cioè 7 anni fa; ogni volta che lo ascolto è sempre la stessa impressione: piatto. Do però la sufficienza perchè su questo piattume riesco a salvare The Quiet Place, My Sweet Shadow e Superhero Of The Computer Rage. |
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9
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Non male, certo superiore di molto a Reroute to Remain. Rispetto a quest'ultimo, infatti, ho notato maggiore equilibrio nel combinare il nuovo sound, con tanto di elettronica (che non disprezzo in toto), al vecchio, complice lo stile inconfondibile di Jesper Stromblad, anche se lo scream di Fridén è calato molto da Clayman. Su tutte The Quiet Place, Dead Alone (dal riff fenomenale) e Evil in a Closet |
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8
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E' un bel disco, che comunque reputo un lavoro totalmente diverso da Reroute To Remain, RtR infatti era molto più melodico di questo, o per lo meno, lo era in modo diverso.. In questo Soundtrack to your escape la melodia è quasi sinonimo di elettronica, è un ottimo album, ma devo ammettere che credo sia il meno riuscito del nuovo ciclo degli InFlames, nonostante i miei lavori preferiti sono quelli appartenenti a quest'ultimo, non riesco a considerarlo Eccellente come altri lavori, o forse sono io che ancora l'ho ascoltato troppo poco. |
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7
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A me è piaciuto molto. The Quiet Place e Dial 595-Escape sono semplicemente stupendi... A quando la recensione di Clayman? |
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6
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Non capisco come si possa considerare Touch of Red un pezzo bruttino che potrebbe essere tranquillamente cancellato dalla tracklist.. In generale sto per chi fa quel che vuole..gli InFlames spaccano in ogni disco in maniera diversa, questo dovrebbe già bastare a riconoscere l'indiscusso loro valore. |
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5
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beh... beh... uno dei migliori non direi proprio eh....ci sono alcuni pezzi che mi piacciono molto, come The Quiet Place o Touch Of Red o My Sweet Shadow, ma siamo anni luce distante da quei capolavori di Lunar Strain, Subterranean, The Jester Race e Whoracle... |
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4
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Sono totalmente in disaccordo: il disco è stupendo è uno dei migliori della loro discografia 65 è un voto veramente assurdo. |
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3
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Ogni...canzone è bellissima...si....magari verso meta pezzo diventano tutte uguali ma comunque un disco bello e godibilissimo!!! GRANDI IN FLAMES!!!! |
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2
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Questo album significa che gli In Flames sono totalmente cambiati!! Mi hanno deluso, ora sono troppo commerciali! Rimpiango i bei tempi di Whoracle e Colony |
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1
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Solo 65 ??? non sono più gli "Infiammati" di una volta ,ma questo è un album che merita davvero MOLTO!!!! grandi In Flames. Voto : 91 |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1) F(r)iend
2) The Quiet Place
3) Dead Alone
4) Touch Of Red
5) Like You Better Dead
6) My Sweet Shadow
7) Evil In A Closet
8) In Search For I
9) Borders And Shading
10) Superhero Of The Computer Age
11) Dial 595-Escape
12) Bottled
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Line Up
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Anders Friden - vocals
Jesper Strömblad - guitar
Bjorn Gelotte - guitar
Peter Iwers - bass
Daniel Svensson - drums
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