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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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Blind Guardian - A Night at the Opera
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( 11908 letture )
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Che ci piaccia o no l’andazzo dei Blind Guardian alle soglie del 2002, non si può certo dire che non ci abbiano avvertiti per tempo.
A Night at the Opera.
Se avete mai ascoltato un'opera classica, saprete certamente che a farla da padrone è la voce (o le voci, nel caso dei cori). La musica è spesso un semplice sottofondo che sottolinea le note, un aiuto, un incentivo per le corde vocali dei cantanti. Se dunque Hansi ha deciso di costruire un album di stampo operistico, è davvero difficile aspettarsi un nuovo Imaginations From the Other Side.
E’ indubbio che i Blind Guardian abbiano sempre avuto una predilezione per i cori elaborati, i canti e i controcanti che acquisiscono vita propria ed arrivano a fare da contraltare ai giochi delle chitarre. E’ altrettanto indubbio che A Night at the Opera ha dotato queste peculiarità di un’ampollosità mai tentata prima, e che per forza di cose non può piacere a tutti. Ritengo i Blind Guardian una delle poche band che è stata in grado di unire quasi tutto il popolo metallico sotto un’unica bandiera, grazie ad un sound unico ed appagante per molti. Mi rendo altresì conto che A Night at the Opera renderà questa coesione molto più ardua, soprattutto per chi si aspetta un disco tradizionale voce-chitarra-basso-batteria.
Il Metal, a differenza del Pop e di qualche altro genere, ha la peculiarità di mettere tutti gli strumenti sullo stesso piano, senza preferenze: la chitarra nel missaggio si sente esattamente come il basso, o la voce, o la batteria. Nulla sovrasta il resto. Tralasciando per un attimo le ultime (orribili) produzioni Nuclear Blast, che tendono a prediligere la voce e la batteria (finta e triggeratissima), questa è ed è stata finora la consuetudine.
A Night at the Opera spiazza l’ascoltatore anche per questo motivo: Hansi domina i brani, e non poteva essere altrimenti considerata la mole dei cori da gestire in fase di missaggio.
Questo è tutto, per quanto riguarda la produzione.
Passando alla qualità dei brani, potremmo chiederci quanto essi reggano il confronto con il precedente Nightfall in Middle Earth.
Neanche lontanamente. Va tuttavia ricordato che il precedente disco è stato a tutti gli effetti un capolavoro, per sua natura quindi difficilmente replicabile (ed è forse giusto replicare un disco?). Le idee si fanno tutte simili, e la magia dei Blind Guardian comincia a perdere lo smalto, a diventare un semplice trucchetto da baraccone.
Certo, brani come Battlefield, The SoulForged, Punishment Divine, And Then There Was Silence (singolo meraviglioso) tengono ancora alta la bandiera della band, ma il resto non convince. Saranno le tastiere, o saranno le idee che cominciano a scarseggiare. O sarà forse il gusto Seventies che comincia a farsi strada, e che avrà molto spazio sul successivo full lenght A Twist in the Myth.
La bonustrack poi, la quale dovrebbe essere un valore aggiunto all’album, in realtà si rivela una ballata poco ispirata e tradotta (lasciatemelo dire) malamente da un certo Sandro Buti (Frutto del Buio) e cantata ancora peggio. Chi ricorda Sting in Muoio Per Te? C’è modo e modo di tributare una lingua straniera.
A questo punto, non c’è da meravigliarsi che Thomas Stauch abbia deciso di andarsene poco dopo l’uscita dell’album. I Blind Guardian hanno deciso di incamminarsi lentamente verso nuovi lidi musicali, ed ogni partenza prevede anche qualche doloroso addio, sia tra i fan che tra i musicisti coinvolti. Mi auguro comunque che i Blind Guardian stiano prendendo la strada che realmente desiderano. E’ una condicio sine qua non per continuare a suonare con passione ed a lungo.
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VOTO LETTORI
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72.87 su 112 voti [
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L\'inizo della fine... |
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A me piace tantissimo : voto 82, come al successivo A Twist In The Myth |
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I BG saranno pure compositori fantastici, ma qui hanno esagerato. Thomen in un' intervista ha dichiarato che in alcune canzoni ci sono più di 200 sovraincisioni di tastiera su questo disco. E sono portato a credergli visto il risultato finale. Album troppo complesso e pretenzioso, a cui manca proprio l'immediatezza di capolavori come IFTOS o NIMH. NON MI PIACE!!! E questo indipendentemente dalla caratura del quartetto tedesco (che riconosco). Insomma, come disco un paio di passi indietro rispetto ai bei lavori precedenti. Non amo mettere voti, ma un 70 ci starebbe.... |
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Fan dei Blind guardian ( non dalla prima ora ) ma a partire da immagination from the other side ( appena uscito) per poi fare mia l’intera discografia nel corso degli anni.
Nel 2022 sto pian piano rimettendo mano all’intera discografia ( a parte il disco orchestrale che non voglio commentare).
Ora però mi aspetto le ira di migliaia di fan ma personalmente trovo seppure a suo modo Nightfall in the middle Earth un capolavoro un disco sopravvalutato, mentre ANATO un disco ampiamente sottovalutato, infatti dopo 21 anni di ascolti di questo ANATO trovo che sia il loro apice compositivo ( per quanto riguarda la loro metamorfosi COMPLETA e per maturità ) , scevro infatti di alcune cose che non ho apprezzato appieno nel precedente ripeto comunque capolavoro, questo disco ha sempre tenuto alta la mia soglia dell’attenzione, i suoni è vero sono tutti amalgamati senza prevalere perché Hansi e il coro sono il vero fulcro dell’OPERA ma gli strumenti non sono da meno non fanno da sola cornice sono potenti ( basti sentire Thomen cosa si inventa alla batteria ) , vari e le linee melodiche impreziosite da Olbrich sono più che mai straordinarie basta sentire solo il brano The Maiden o the Soulforged.
Sì nel 2001 probabilmente questo disco è stato incompreso probabilmente anche da loro stessi ma lasciato decantare posso affermare ( mia personale opinione ) come l’apice qualitativo della loro nuova fase.
L’ultimo disco in uscita tra qualche mese a dire di Hansi è un deciso ritorno indietro pensando al futuro e credo davvero che i BG abbiano detto tutto in questi 24 anni scavando a fondo il lato più “operistico” della loro musica . |
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Buon album, anche se mi ha fatto sempre fare fatica. Quando è uscito non mi piaceva, era la prima volta che un album dei Blind Guardian mi annoiava un po’. Poi negli anni l’ho rivalutato ascolto dopo ascolto, d’altra parte credo sia l’album meno immediato di tutta la discografia. Grandi momenti ce ne sono dall’inizio alla fine, alle volte però temperati (in negativo) da una ridondanza, da un’ampollosità che lo rendono un po’ un mappazzone. Comunque sia, per me nettamente meglio del successivo, ma altrettanto nettamente lontano dai 4 precedenti capolavori. Voto 80 |
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Master: per difendere le proprie opinioni non è necessario aggredire quelle degli altri, screditando personalmente qualcuno in maniera offensiva ("non capisce un cazzo...") solo perché non la pensa come te. Gli assolutismi in musica è bene lasciarli da parte. Anche perché magari potresti scoprire che nel 90% dei casi quella stessa persona che secondo te non capisce un cazzo di musica, la pensa esattamente come te su altri dischi/gruppi. Quindi.... argomenta pure la tua opinione, ma rispetta quella altrui, che non vale di meno. Grazie. |
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Mi spiace, ma chi dice che questo disco è prolisso, complesso, mediocre ecc..sostanzialmente non capisce un cazzo nè di metal nè di musica in generale! Sono (ero) fan del Guardian dal 1996 e l'ho comprato appena uscì nel 2002 e mi innamorai subito della gemma And then there was silence (e ribadisco, chi dice che è brutta dovrebbe essere incenerito seduta stante) e dopo di tutte le altre, certo, ha qualche canzone sotto le altre ma per il resto è un disco spettacolare.. |
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Capolavoro. E si. Capolavoro.
In quanti altri album si trova un accoppiata come Punishment Divine e And then there was silence?
Ma basterebbe dire: in quanti album si trova un pezzo come And then...? quasi un quarto d ora di MUSICA bellissima studiata con un crescendo da pelle d oca.
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Molta gente invece di dire "non mi piace" dovrebbe dire "non riesco a capirlo perché troppo complesso" perché si può dire solo questo ! I BG sono compositori fuoriclasse. E questo album è un capolavoro. Il caso è chiuso. |
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Incredibile come questo disco non sia piaciuto praticamente a nessuno, trovandolo prolisso, ecc.. ieri come oggi vedo che non è stato granchè rivalutato. A me piacque fin da subito all'epoca della sua uscita trovandolo un album piu' maturo rispetto ai precedenti, non è un capolavoro perchè i capolavori della band sono altri, ma resta un grande album a parer mio. Cioè la sola And Then There Was Silence vale l'intero album!
(Voto 85) |
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Ho provato più volte ad ascoltare questo cd per farmelo piacere ma senza successo. Non tanto per la validità delle canzoni quanto per il cantante che ho sempre ritenuto mediocre, al limite del fastidioso. Sarà un limite mio dato che i Blind hanno sempre riscosso un buon successo ma questo è quanto. |
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Disco prolisso e scadente.....dopo Nightfall in the middle earth potevano anche chiudere lì la carriera! |
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Ho recuperato questo disco tempo fa perché un mio amico me lo ha consigliato, l'ho ascoltato più volte cercando di capirlo fin in fondo ma non ci sono riuscito. Lo trovo noiosissimo e senza nemmeno una canzone di spicco, o forse un paio al massimo, ma per me è uno degli album più anonimi che abbia mai sentito. Devo ammettere che non sono mai stato un grande estimatore dei Blind Guardian, persino i loro presunti capolavori come Imaginations e Nightfall mi piaciucchiano ma nemmeno troppo (anche se ne riconosco la bellezza), perciò diciamo che questa è una band che non fa proprio per me. Nel power preferisco tanta altra roba. Comunque noto che questo disco ha diviso molti fans della band... |
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Per me assolutamente no, anche se è l'unica song che mi ricordo del disco. |
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Beh and then there was silence e' il capolavoro della band |
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Ai tempi lo comprai a scatola chiusa perchè adoravo questa band. Ma devo dire che dopo una decina di ascolti lo abbandonai e probabilmente lo regalai anche a qualcuno. Ridondate, pomposo, noioso e ripetitivo nel suo essere troppo esagerato in tutto. Passo più lungo della gamba, Inoltre molte canzoni non erano nemmeno bellissime. Secondo me il voto è esagerato, soprattutto se paragonato ai dischi usciti precedentemente. Anche se tecnicamente è eccelso non riesco ad andare oltre il 65. |
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approfitto dell'uscita di BTRM per parlare di ANATO. comprato appena edito, per anni mi procurava un gran male di testa il suo ascolto, lo trovavo ridondante, pesante stucchevole, troppo affastellato di riff, melodie, cori, etc etc. mi rendevo conto che ogni canzone di per sè era buona, ma l'insieme risultava decisamente stancante e prolisso. mi metteva ansia, insomma, e così finii per lasciarlo perdere, concludendo che in quel caso i BG si erano lasciati prendere la mano confezionando un lavoro troppo iperprodotto perchè un orecchio normale potesse gestirlo a dovere. Ebbene, non più di sei mesi fa, dopo circa dieci anni che non estraevo il dischetto dallo scaffale ( nel frattempo affollatosi di centinaia e centinaia di altri cd ), seguendo non so quale impulso ho voluto dare una nuova chance a ANATO e, meraviglia ......è stato amore a primo ascolto. L'eccessiva complessità che nel 2002 mi aveva dato quasi la nausea si è rivelata come ricchezza inesauribile, l'iperproduzione che aveva stancato le mie orecchie ha dispiegato le sue infinite sottigliezze, l'ipertrofia melodica di cui non riuscivo a venire a capo mi è apparsa come altissima abilità compositiva, e AND THEN THERE WAS SILENCE, di cui all'epoca avevo intuito , senza decifrarla, la portata epica, è brillato della luce inestimabile del capolavoro. Dopodichè. ho passato giorni e giorni con l'album a palla nel lettore mp3, a chiedermi cosa mi fosse suonato così ostico nel 2002 da farmi sottovalutare un'opera a posteriori risultata tanto convincente. l'unica spiegazione che ho saputo darmi è che negli anni, allenato da ascolti sempre più complessi a base di technical death, symphonic black metal, djent, math core, neoprog, e chi più ne ha più ne metta, il mio orecchio musicale si è affinato e ha acquisito la capacità di gestire meglio le informazioni musicali più complesse. In conclusione : considero ora ANATO appena un gradino inferiore a NIME sotto il profilo della qualità intrinseca delle canzoni, ma giudico il suo livello produttivo molto superiore, e uno dei lavori più curati e ricchi che possa vantare il metal. Non ho mai creduto che ci si debba far piacere 'a forza' un disco moltiplicando all'infinito gli ascolti, e infatti all'epoca nemmeno questo approccio funzionò con ANATO. però devo ammettere che quando il tempo ,da solo, riesce a rendere tanta giustizia a un 'opera, ebbene, quest'ultima possiede certamente in sè la luce della BELLEZZA. P.S. inutile dire che 'and then there was silence' è secondo me la gemma più brillante dell'album, e adesso sono capace di ascoltarlo con sommo piacere due o tre volte di fila senza stancarmi, anzi |
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Ciao ragazzi, vorrei il vostro parere in merito a una cosa. Ho il vinile originale -doppio lp- di questo disco, A night at the opera, il problema è che il secondo lp, il quale dovrebbe contenere le facciate C/D, non c'è, o meglio c'è ma è la copia esatta delle facciate A/B. In breve, mi ritrovo con un doppio che cha entrambi gli lp uguali..che sfiga! Ho chiesto in giro e mi è stato detto ch'è un errore di produzione, in merito al suo vero valore questa cosa non fa che svilirlo perché chi lo compra ha qualcosa in meno. C'è qualcuno tra voi che ha avuto il mio stesso problema o magari ha come doppie le facciata C/D, in tal caso sarebbe splendido fare uno scambio. Cosa ne pensate? |
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Mi trovo in disaccordo colla recensione, voglio dire un opinione simile si poteva fare 12 anni fa quando il disco uscì, ma oggigiorno ANATO andrebbe rivalutato in toto. Personalmente ho sempre gradito questo disco sin da subito e continuo a faticare ad accettare l'opinione di chi lo bolla o semplicemente lo definisce "poco ispirato", "inconcludente", "mal prodotto" ecc.. Intendiamoci, paragonare questo lp col predecessore è ingeneroso verso la band e in special modo è un atteggiamente ottuso e spocchioso poco incline alla comprensione ANATO. Cosa ci si poteva aspettare la copia di NITME? Se l'avessero fatto tutti li avrebbero accusati di immobilismo sonoro, invece A Night è diverso. Orchestra, cori a più non posso, phatos ed epicità a mille, chi di voi non s' mai emozionato ascoltando "Battlefield"? Tutte le track hanno un'identità, nessuna esclusa, ognuna è un gioiello a sè. La produzione l'ho sempre trovata più che buona ed adatta alla corposità dell'opera. Le composizioni si fanno più varie e complesse, l'apporto di cori ed orchestra è monumentale giocando su un refrain unico come in "The Maiden and the Minstrel Knight" ispiarta all'amore tra tristano e Isotta. Il guitar work , eccezionale, non sbaglia un colpo "Under the Ice" lo testimonia appieno. "Wait for an Answer è dedicata a Nietsche, " è così epica da ascltarla più volte. Il pezzo che preferisco in assoluto è "Age of False Innocence " scritta sulla vita di Galileo. Ha un inizio di piano struggente e melanconica che muta in una song trascinante con un coro da applausi. La coppia "Punishment Divine" e " And Then There Was Silence " ispirate alla caduta di Troia, mostra il alto più impegnato e complesso del lavoro, ma anche il più suggestivo ed ispirato. Al termine di tutto questo clamore c'è "Frutto del Buio", fantastica ballad acustica cantata in italiano con un ovvio accento tedesco e coronata da uno splendido testo che sa molto d'amor cortese . Tirando le somme, che dire, questo è il loro disco più complesso e per molti di voi saranno necessari più ascolti per comprenderlo, ma ne varrà la pena! Alla fine posso dire che preferisco ANATO al predecessore, cosa non da poco perchè NITME è unico, ,a se A Night.. è riuscito a farmi dire ciò vuol dire che la band ha davvero dimostrato il suo valore, evolvendosi come nessuna band power ha mai fatto e di questo ai Bardi va dato merito. Detto ciò concludo con un giudizio personale che per me è al pari coi suoi 2 predecesori, ANATO conclude una trieade perfetta il cui voto non può essere che il massimo. E' un disco da riscoprire e da rivalutare perchè ha un potenziale incredibile! Voto 98 |
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Stupendo! and then there was silence è la migliore... come tutte le altre in effetti (a parte frutto del buio). è secondo solo a nightfall. come potenza, complessità ed epicità invece è il top. l'ultimo vero disco dei BG, da qui in poi il declino, purtroppo |
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Per me è un ottimo album, sicuramente molto complicato e che necessita di parecchi ascolti (beh, da SFB in su è normale per il gruppo, ma questo ancora di più). Alla fine sono giunto alla conclusione che le canzoni sono tutte molto ispirate (a parte Sadly Sings Destiny, che mi sembra troppo dissonante rispetto alle altre) e ovviamente arrangiate alla perfezione. Da questo album in poi Hansi perde il grattato sui toni alti preferendo una voce pulita, che può piacere o non piacere (a me piace meno). Le mie preferite sono Wait for an Answer, Under the Ice e Age of False Innocence. La bonus track ha semplicemente una traduzione da dimenticare (quando la luce esce fuori dal cuore, ahhhh...). Insomma, un signor album, nel podio dopo Nightfall e Imaginations. Voto 85 |
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Ah precisazione, onde non essere dichiarato fuorilegge per aver scritto che A Night At The Opera è il lavoro più imponente dei Blind Guardian: Ho detto imponente, non migliore...E per me con Imaginations e Nightfall fa parte della triade di Capolavori Assoluti dei Blind Guardian e del power metal |
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Ho ascoltato e riascoltato e riascoltato le nuove versioni remixate dei CD e devo dire che A Night At The Opera è certamente il CD che ne ha tratto più vantaggio...Non si perde la percezione del lavoro mastodontico di orchestrazioni e cori (specialmente in And Then There Was Silence) ma i suoi sono molto meno impastati fra loro, più limpidi e cattivi (soprattutto la batteria)...Quello che era un grandissimo lavoro nel 2002, se considerato adesso è un capolavoro assoluto e sicuramente l'opera più imponente dei Blind Guardian...LONG LIVE TO THE BARDS |
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mi è sempre piaciuto, ma nella versione remixata è una bomba! e dire che ai primi ascolti di questa non mi aveva convinto.....con questo mix è riemersa la chitarra ritmica, il suono della batteria è un po' cambiato ed è stata snellita qualche linea vocale....ora è più "metal" (nessuno si sognerebbe di dire che è un mattonazzo) e brani come wait of an answer e the age of false innocence, che prima snobbavo un po', hanno cominciato a piacermi veramente tanto! |
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D'accordissimo con Stefano e Nightfall's Dream...questo disco è un autentico capolavoro per me è un 95 meritatissimo...e CONSIGLIO AL RECENSORE: "TRUCCHETTO DA BARACCONE" VALLO A DIRE AGLI HELLOWEEN CHE DA ANNI E ANNI FANNO UN DISCO PIU' SCHIFOSO DELL ALTRO NASCONDENDOSI DIETRO IL LORO NOME ! ! ! |
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Il metal in smoking e papillon...A me questo album è piaciuto parecchio e sono d'accordo con la linea intrapresa in esso visto che come ha detto Hansi "era impossibile trovare un seguito a Nightfall in middle heart". Ovvio, non è un album che ti spacca le ossa come Somewhere far beyond o Imaginations from the other side ma l'eleganza e la complessità delle composizioni le ho apprezzate parecchio ed i pezzi non mi stufano...Non mi trovo d'accordo con la recensione perchè trovo ingiusto criticare i Blind Guardian che hanno deciso di sperimentare nuove vie piuttosto che ripetersi a vuoto e secondo me ci sono riusciti alla grande ! ! ! A questo album non darei meno di 84 ! ! ! |
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Disco stupendo, un capolavoro assoluto che (per me) non ha nulla a invidiare al passato, pomposo e orchestrale come non mai ..un disco davvero coraggioso e assai complesso nellla suoa storttura, in cui la creatività e la voglia di andare avanti non sono certo mancate!!! Aconcludere questo capolavoro c'è la stuoenda "Frutto del Buio" che se l'avesse scritta Jaufrè Rudel, Guglielmo IX , Petrarca nel XII secolo..... o se più semplicemente fosse comparsa nel Cantico dei Cantici oggi probabilmete la studieremmo sulle antologie d'italiano!!!! Gransissimi Blind Guardian VOTO : 98 |
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@ il vichingo: vero? Hansi che canta in italiano è senza dubbio eccitante, soprattutto a causa di quell'accento tetesco .... la ballata Frutto del Buio è bellissima, non capisco la critica fatta dal recensore.... |
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Valhalla - Deliverance ... Why've you ever forgotten me Eh eh eh non dico altro ragazzi, personalmente dopo Nightfall e IFTOS nella mia personale classifica viene questo a Night at the opera. PS: eccezionale la bonustrack Frutto del Buio. Sentire Hansi cantare in italiano mi stuzzica moltissimo! |
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ma solo a me non piace questa And Then There Was Silence? |
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stupendo!! certo Nightfal è inarrivabile, ma secondo ,e questo album è strepitoso, soprattutto per quel che riguarda la batteria. and then there was silence è meravigliosa- 14 minuti e non sentirli |
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Questo album appena lo comprai mi fece storcere un pò il naso ma poi, col passare degli anni (e soprattutto degli ascolti) lo apprezzo sempre di piu'! |
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che nightfall sia un capolavoro non c'è dubbio, ma questo non è da meno cazzo! i blind hanno sempre cercato di innovarsi e di cambiare. è una cosa più che lodevole, ma è anche logico che i cambiamenti non possono accontentare tutti. secondo me sempre meglio degli Stratovarius che sono vent'anni che fanno canzoni sempre uguali con sempre gli stessi identici assoli di chitarra. |
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And Then There Was Silence è assolutamente stupenda, i 14 minuti non si sentono per niente. Battlefield è incalzante, ma comunque sembra troppo una canzone da musical in certe parti. The Maiden And The Minstrel Knight sembra bella ai primi ascolti, ma dopo un po' mi ha stufato. Harvest Of Sorrow è bellissima o!! In italiano fa abbastanza cagare. Credo che comunque non sia un album brutto, qual è il problema se i bardi hanno scelto di passare da un tipo di metal ad un altro, evidentemente a loro andava così, basta cercare di apprezzarlo questo lavoro, certo magari non andrà giù a tutti (i lavori precedenti erano sicuramente migliori) però non si deve sparare a zero, molte volte ho letto critiche asprissime su questo album. |
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Ragazzi,non so come ma questo disco è entrato nella classifica dei dischi più ascoltati da me su Last.fm O_O Ultimamente l'ho rivalutato,è un disco decisamente superiore alla media... |
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Certo che continuare a fare i finti tonti è una bella presa per il culo eh  |
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Certo che non sapere, per una persona che scrive di musica metal, chi è Sandro Buti è grave. |
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@andrea: sai cosa significa quando si mette una parola tra virgolette o in corsivo? Temo proprio di no, ma è meglio che non sia uno STRA IGNORANTE come me a spiegartelo... |
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"un certo Sandro Buti"ma tu chi sei?prima di parlare di SANDRO LAVATI LA BOCCA PER BENE ignorante,Magari vatti anche a vedere la sua storia nell'ambito del GIORNALISMO METAL! STRA IGNORANTE che non sei altro. |
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capolavoro quasi mai capito |
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album straordinario davvero,di una creatività pazzesca e con arrangiamenti e orchestrazioni curatissime e mai di cattivo gusto (in certi punti sembra di sentire un muisical) e and then there was silence è fenomenale e non stanca mai |
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and then there was silence, punishment divine, under the ice, battlefield, the maiden and the minstrel knight...se ci fossero solo queste l'album si meriterebbe 100! |
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Mah mah non so, ancora oggi mi fa sbadigliare in certi punti... |
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Ma mio caro Renato, sei senza cuore! Questo disco è Power, maledizione. imponenti i cori, sofisticate le melodie, meraviglioso il lavoro di postproduzione...per me al livello di Nightfall, forse pochissimo sotto per un lavoro non perfetto di Olbrich. |
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Rimango sempre deluso dal constatare quanto quest'album non piaccia. Per quel che mi riguarda, dopo Nightfall e Imaginations, c'è questo: vera apoteosi power! 92 |
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Effettivament è il loro lavoro che mi piace di meno,ma non è assolutamente da buttare... Per esempio Battlefield mi fa impazzire,e trovo molto belle anche Precious Jerusalem e Harvest of Sorrow (che non capisco perchè sia tanto criticata..vabbè,in Italiano fa un pò pena,è vero ) |
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Effettivament è il loro lavoro che mi piace di meno,ma non è assolutamente da buttare... Per esempio Battlefield mi fa impazzire,e trovo molto belle anche Precious Jerusalem e Harvest of Sorrow (che non capisco perchè sia tanto criticata..vabbè,in Italiano fa un pò pena,è vero ) |
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8
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che barba che noia che barba che noia.... album che non ha nulla a che fare con i capolavori del passato.... |
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Ammeto che è molto lontano dai lavori precedenti, ma lo trovo comunque un buon album |
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ottimo album; sottovalutato da molti perchè troppo complesso, io lo trovo magnifico |
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Bellissimo! A me così tante orchestrazioni mi piacciono un sacco! Sono contento che abbiano "sperimentato" così! Non c'è assolutamente una canzone brutta! epicità da tutti i pori! Provate a imparare a memoria And Then There Was Silence e dopo ascoltatela! entrerete in un mondo incredibile! Il punto però è che ne hanno fatti di più belli di album...che band ragazzi che band! |
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Disco semplicemente stupendo...Diverso da Immaginations cosi come da Nightfall...Esempio di Power epico e sinfonico...Senza false e spiazzanti etichette tipo "hollywood metal" o amenità varie. |
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Insieme ad Imaginations From The Other Side questo è l'unico album che mi piaccia dei Blind Guardian...troppo sopravvalutati loro e troppo sottovalutato quest'album! |
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Bella recensione. Hai inquadrato perfettamente i difetti del disco; proprio questa eccessiva orchestrazione e i troppi cori finiscono per stancare dopo pochi ascolti e gli stessi musicisti se ne sono accorti se dal vivo non eseguono quasi nessun pezzo, anche perché i fans non hanno proprio digerito questo disco.Nel successivo cd si cerca di far marcia indietro ma con risultati modesti, quindi sono attesi al varco con il prossimo: resurrezione o fine! |
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Forse un pò pochino...la sola And Then There Was Silence fa pendere l'ago della bilancia...e vale il prezzo del biglietto! |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Precious Jerusalem 2. Battlefield 3. Under the Ice 4. Sadly Sings Destiny 5. The Maiden and the Minstrel Knight 6. Wait for an Answer 7. The Soulforged 8. Age of False Innocence 9. Punishment Divine 10. And Then There Was Silence 11. Frutto del Buio (Italian Bonus)
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Line Up
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Hansi Kürsch - voce André Olbrich - chitarra Marcus Siepen - chitarra Thomas Stauch - batteria
Musicisti Ospiti: Oliver Holzwarth – basso Matthias Wiesner – tastiere e arrangiamenti orchestrali Michael Schüren – piano su traccia 8 Pad Bender, Boris Schmidt, Sascha Pierro – tastiere ed effetti Rolf Köhler, Thomas Hackmann, Olaf Senkbeil, Billy King – The Choir Company
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