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05/04/25
Mantras for Peaceful Death over Europe
Revolver Club - San Donà di Piave
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02/04/2025
( 297 letture )
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Quinto album per gli statunitensi Mindwars, band nata dalle ceneri degli Holy Terror, vecchie glorie del thrash ottantiano della Bay Area. Finita da tempo l'avventura con la band storica, il chitarrista Mike Alvord, con ormai parecchi anni sul groppone ma ancora tanta grinta, mette in piedi la sua band nel 2013 e la chiama con il titolo del secondo album degli Holy Terror, Mindwars, appunto, portando avanti la tradizione musicale del gruppo. Potremmo dire che i Mindwars, nella prima parte della loro carriera, sono stati per due terzi una band italiana, visto che il trio era formato da Alvord e dai torinesi Roby Vicari alla batteria e Danny "Z" Pizzi al basso. Ora dei due è presente solo Vitari ma a sostituire Pizzi al basso troviamo comunque un italo-americano, Rick Zaccaro.
Con il laconico (e se vogliamo anche poco fantasioso) titolo V, ovvero il numero cinque in numeri romani, i Mindwars tornano a proporre il loro thrash metal orgogliosamente ortodosso e dalle tinte groove tipico di band quali Testament e Overkill. Siamo dunque di fronte ad una proposta musicale che non inventa nulla e non vuole fare altro che omaggiare il sound degli anni '80, con tutti i rischi che ciò comporta. Purtroppo, se i primi album della nuova band di Alvord riuscivano a rinfrescare con stile le vecchie sonorità, questa nuova uscita risulta parecchio inferiore alle aspettative. Stile e mestiere rimangono, su questo non ci piove, e la produzione dell'album è naturalmente ottima, ma il songwriting di V oscilla sensibilmente tra alti e bassi. La traccia d'apertura, Stand Guard at the Gates of Your Mind, solleva da subito qualche dubbio, impostata su una serie di riff piuttosto scontati e con un ritornello debole. Fortunatamente la successiva West of Nowhere si rivela più godibile e invita a procedere con l'ascolto. I brani migliori, tra i quali possiamo indicare Chasing the Wind, Live to Die, Crusaders e Source of Destruction, sono senz'altro ben scritti e hanno un buon tiro, ma va detto che faticano a sorprendere anche l'ascoltatore meno esigente. Ci sono fin troppi brani che risultano invece sterili esercizi di stile, come la già citata prima traccia, e poi Beneath the Trees, Into the Known e la (troppo) lunga Vultures of the Eighth Wonder. Per non parlare di The Logical Song, che chiude l'album, cover del famosissimo brano dei Supertramp, canzone tra le meno adatte da scegliere per una riscrittura in chiave thrash metal, ed infatti il risultato lascia molto a desiderare.
Se ad un primo ascolto V risulta tutto sommato gradevole, i suoi difetti diventano sempre più evidenti ad ogni nuova riproduzione. La voce di Mike Alvord è abrasiva, con quel timbro tirato e "sfiatato", se mi passate il termine, che a volte sembra voler imitare il grande Lemmy dei Motorhead, e si incastra bene nel sound generale. Purtroppo, le linee vocali si dimostrano spesso poco variegate e monotone e la stessa cosa si può dire per certi riff di chitarra. A conti fatti, grazie ad un pugno di brani non eccezionali, ma comunque abbastanza efficaci, e a qualche buon passaggio sparso qua e là nei brani meno riusciti, il quinto album dei Mindwars si salva dal fallimento completo, ma è un disco molto al di sotto delle capacità della band. Nel ricco e variegato panorama thrash odierno, un album come questo è destinato a passare inosservato.
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2
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Jeffwaters, sì l\'album è stato autoprodotto dalla band nel 2024, ma la high roller records lo ha poi rieditato a marzo di quest\'anno. Io ho fatto riferimento a quest\'ultima edizione. |
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1
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Album dell\'anno scorso, uscito a settembre 2024 |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Stand Guard at the Gates of Your Mind 2. West of Nowhere 3. The Road to Madagascar 4. Chasing the Wind 5. Beneath the Trees 6. Live to die 7. Crusaders 8. Source of Destruction 9. Into The Known 10. Vultures of the Eighth Wonder 11. The Logical Song
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Line Up
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Mike Alvord (Voce, Chitarra) Rick Zaccaro (Basso) Roby Vitari (Batteria)
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