Recensione Jet - Get Born - Metallized.it
     
 
IN EVIDENZA
Album

Steven Wilson
The Overview
Autoprodotti

Darko (US)
Dethmask 3
CERCA
    RICERCA RECENSIONI
    PER GENERE
    PER ANNO
    PER FASCIA DI VOTO
    ULTIMI COMMENTI
    FORUM
    ARTICOLI
    RECENSIONI
    NOTIZIE
    DISCHI IN USCITA

    04/04/25
    ALLEGAEON
    The Ossuary Lens

    04/04/25
    MOON SHOT
    Broken Bones [EP]

    04/04/25
    ROTTING CHRIST
    35 Years of Evil Existence – Live in Lycabettus

    04/04/25
    MIZMOR
    Alluvion

    04/04/25
    SCOWL
    Are We All Angels

    04/04/25
    BENEDICTION
    Ravage of Empires

    04/04/25
    FRANTIC AMBER
    Death Becomes Her

    04/04/25
    L.A. GUNS
    Leopard Skin

    04/04/25
    PAT TRAVERS
    Statesboro Blues (Live in Baltimore 1982)

    04/04/25
    CAPTAIN BLACK BEARD
    Chasing Danger

    CONCERTI

    04/04/25
    OZRIC TENTACLES
    EREMO CLUB, VIA GIOVINAZZO, KM 779 - MOLFETTA (BA)

    04/04/25
    URAL + EXPLORER + FINAL STRUGGLE
    CENTRALE 66, VIA NICOLÒ DELL’ABATE N.66 - MODENA

    04/04/25
    STEVE WYNN
    ARCI BELLEZZA, VIA G. BELLEZZA 16/A - MILANO

    05/04/25
    OZRIC TENTACLES
    BREAKLIVE, VIA DEL COMMERCIO 70 - ASCOLI PICENO

    05/04/25
    ASGARD
    DEFRAG, VIA DELLE ISOLE CURZOLANE 75 - ROMA

    05/04/25
    CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
    REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)

    05/04/25
    Mantras for Peaceful Death over Europe
    Revolver Club - San Donà di Piave

    05/04/25
    OVER THE TOP FEST
    LEGEND CLUB, VIALE ENRICO FERMI 98 - MILANO

    06/04/25
    OZRIC TENTACLES
    VIPER THEATRE, VIA PISTOIESE 309 - FIRENZE

    06/04/25
    CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
    FUORI ORARIO - TANETO (REGGIO EMILIA)

    Jet - Get Born
    15/05/2021
    ( 1491 letture )
    Un esordio ruvido, aspro, un raggio di luce che plana sul 2003. Era già accaduto qualche mese prima con il debutto dei The Darkness, due band diversissime tra loro ma portatrici sane di ottimo rock duro. Al contrario di quanto accaduto fino all’invasione grunge dei primi anni 90, le maxi correnti fatte di generi e infornate di band spariscono, la globalizzazione e il rock-biz ridotto all’osso, fanno sì che spuntino poche entità atte a raccogliere successi per ampie platee. Dopo il prog di fine anni sessanta-metà 70, l’hard settantiano, il punk, il thrash, il glam, lo street, il grunge e il new metal, a fine anni novanta spariscono i filoni catalizzanti le masse, e molto difficilmente torneranno anche nel futuro a venire, lasciando strada a qualche opera disparata e diluita nel tempo. Gli australiani Jet fanno parte di questa nuova realtà frammentaria, si formano nel 2001 a Melbourne e danno alle stampe la loro opera prima, Get Born, due anni dopo: un disco che risente dell’influenza chiara di gruppi storici e icone vere come Rolling Stones e Ac/Dc solo per citarne un paio, ma le venature appaiono molteplici. Tutto prende forma dai fratelli Nic (voce solista-chitarra) e Chris Cester (batteria-voce), di origini italiane, capaci di unire le forze con Cameron Muncey (chitarra-voce) e Mark Wilson (basso e pianoforte). Il combo prende il nome da una canzone dei Wings, dall'album Band on the Run (1973), poi solita trafila di gig in locali nei pressi della citta natale Melbourne, un esordio duro e che ricordano molto bene, trasmigrando frustrazioni e speranze in alcuni brani del qui presente platter: il brano Radio Song, per esempio parla delle difficoltà che il gruppo incontrava in quel periodo a farsi conoscere, mentre Rollover DJ fu scritta per raccontare le loro problematiche esperienze live nei club. Il quartetto approda nei Sunset Sound Studios a Los Angeles, con Dave Sardy alla produzione, per mettere mano al passo discografico d’abbrivio che viene inciso nei primi mesi del 2003. Sardy che aveva già prodotto Oasis, Marilyn Manson e The Dandy Warhols, compie un ottimo lavoro rendendo al gruppo un sound grezzo ma immediato, ascoltabilissimo ma con una chiara matrice hard. A metà delle registrazioni la band viene chiamata dagli idoli Rolling Stones, per fare da apertura ai concerti in Australia del loro tour; i fratelloni non se lo fanno ripetere due volte e volano sul palco, terminando il disco dopo pochissimo tempo.

    Get Born consta di 48:40 minuti di durata, per 13 brani scritti interamente dai due fratelli con la penna di Muncey, ben 5 singoli estratti e tutte canzoni brevi, la più lunga è la penultima Lazy Gun di soli 4:42. Copertina bianca con illustrazione molto seventies e look minimal non disegnano un grande impatto, ma la musica che si sprigiona dai solchi colpisce subito e anche parecchio duro. Last Chance parte con quel crudo yeah che apre al riff selvatico, la batteria malmena, il refrain coinvolge subito e la semplicità mi riporta ai celeberrimi The Knack di My Sharona come botta impattante, solo 1:52 minuti di durata ma tostissimi, poi arriva subito il successo che tutti hanno udito almeno una volta. Are You Gonna Be My Girl sfascia le chart un po’ in tutto il globo con la sua aggressiva semplicità e le guitar che si rincorrono, accentuate dalle pause tipicamente anni 70: un singolo perfetto in grado di far ballare chiunque. I pattern della drum colpiscono, la voce rancida fa il resto, le melodie minimali incorniciano, davvero un gran singolo azzeccatissimo. Rollover DJ ha le decalcomanie attaccate con su scritto seventies, il riff è sotterraneo e quando sboccia il chorus le melodie salgono di tono come le coralità, unitamente al testo che sa di sudore e tempi duri, con l’hammond che fa capolino e il solo guitar semplice, senza virtuosismi, ma che s’incastra alla perfezione con la batteria che smazza forte. Look What You've Done è ballad pianistica-romantica che richiama i mitologici Beatles con un flavour alla Oasis e finale melodioso, che dimostra la bontà della scrittura dell’intero lotto di canzoni, mentre Get What You Need è fantastica nel suo coacervo tra riff che segano, batteria tumultuosa, cori, voce e basso muscoloso, e un ritornello, frullato con le seconde voci, che entusiasma: nulla di rivoluzionario ma tutto fottutamente penetrante e suonato alla grandissima con un piglio aggressivo, alcolico, e attitudine “in your face”. Move On appare come scampolo notturno, chitarra acustica e musicalità catturante elevata con tanto di slide guitar in bella evidenza, Radio Song è altro segmento delicato che strizza l’occhio ai Fab Four di Liverpool e sfocia in un inciso punteggiato dal pianoforte e chitarre granulose: riuscita stupenda. Get Me Outta Here distilla plasma degli Stones con un honky tonky piano, dapprima in sottofondo, e poi protagonista con i giri di chitarra e i cori. Cold Hard Bitch insegue il sogno dei conterranei Ac/Dc e deflagra in maniera devastante nelle casse, la voce abrasiva e il riff portante seminerebbero il panico in un monastero, il chorus è un crescendo che ha in sé tanto hard degli anni aurei con le chitarre ipnotiche letteralmente impossibili da arginare; scheggia micidiale. Come Around Again pesca coordinate nel mondo lisergico con quell’andamento country fluttuante, le guitar in saturazione e la voce pulita del singer per una ballatona che lascia il segno, Take It or Leave It accelera e spara tutte le cartucce rimaste in arsenale con acidità e cattiveria, un solismo rock’n roll e l’ugola cartavetrosa sugli scudi, Lazy Gun gode di un basso molto vitale e le sei corde noisy, poi l’atmosfera viene rotta da un inatteso ritornello, una sorta di parentesi ipermelodica che conquista istantaneamente, un brano radicato nel passato ma che sorprende per l’accostamento geniale della scrittura. La finale Timothy è una nenia dolorosa, dedicata alla scomparsa del fratello di Cameron Muncey, morto bambino prima che il musicista vedesse la luce: brano toccante nella sua vena disperata.

    L’album riscuote consensi altissimi di vendita in tutto il globo, fa un botto con oltre 6 milioni di copie smerciate, arrampicandosi nelle classifiche del pianeta, primo in Australia (ovviamente), addirittura 14° in Italia e Regno Unito, 26° negli Usa raggranellando addirittura 11 dischi di platino tra paese d’origine, Canada, States e UK. Un grande CD di hard rock settantiano tremendamente catchy e con stimmate abrasive e pezzi attraentissimi. Il gruppo pubblicherà il seguito di questo fortunato debutto nel 2006 (Shine On), triplicato nel 2009 da Shaka Rock, ultimo lavoro degli aussie che si scioglieranno il 26 marzo 2012, con un comunicato sul proprio sito ufficiale, annunciando lo split per permettere ai componenti nuovi percorsi creativi separati, I Jet si sono riformati il 31 gennaio 2017, con un’esibizione tenuta al Gasometer Hotel di Melbourne. Ma questa è un’altra storia tutta da scrivere.



    VOTO RECENSORE
    83
    VOTO LETTORI
    37.1 su 10 voti [ VOTA]
    Diego75
    Venerdì 21 Maggio 2021, 12.31.39
    17
    La classica band inglese modaiola...al pari dei tokyo dragons....praticamente spariti.
    The Ttrooper '70
    Lunedì 17 Maggio 2021, 23.17.28
    16
    personalmente lo ritengo un brutto album...lo acquistai poichè attratto dai primi 2 singoli mooooolto accattivanti, ascoltandolo ne salvai altre 3/4 canzoni, ma il restante scorticò il mio apparato riproduttivo...fortunatamente mi rifeci ampiamente la bocca con i primi 2 dei Datsuns (il primo precedente a questo ed il secondo immediatamente successivo), però...se grazie a questa rubrica ho scoperto ma sopratutto riscoperto e spolverato vecchie copertine di vecchi album lasciati a poltrire nelle loro custodie, allora grazie a @Frankiss andrò a spolverare anche i Jet e chissà, potrebbe capitare che i miei gioielli stavolta potrebbero sussultare di gioia!!!
    Indigo
    Lunedì 17 Maggio 2021, 16.07.38
    15
    Mm i kings of Leon invece proprio non mi vanno giù, un po' come i Muse: d'altronde ognuno ha i propri gusti e questo implica amare delle band e detestarne altre. Dei Jet poi mi piaceva il singolo She's a Genious ma fa parte del terzo disco quindi ne riparleremo a tempo debito. Tornando a questo disco, ammetto che non l'ho mai sentito per intero ma la bellissima recensione di @Frankiss mi ha capire che vale la pena colmare tale lacuna.
    No Fun
    Lunedì 17 Maggio 2021, 14.07.30
    14
    Negli stessi anni invece mi piacque molto ma molto di più, sempre parlando di influenze settantiane e garage, il primo bellissimo album dei Kings of Leon
    No Fun
    Lunedì 17 Maggio 2021, 13.58.44
    13
    @Indigo, figurati, lungi da me criticare qualcuno se ama quella canzone, il mio era un commento legato alla mia particolare esperienza. A parte l'irritazione nello scoprire dopo qualche secondo che non era Lust for Life, la sensazione non era del revival ma dell'approfittare di un revival che Lust for Life aveva già avuto. I Rasmus non so (o non ricordo) chi siano. Da quanto leggo, a posto così.
    Indigo
    Lunedì 17 Maggio 2021, 13.45.38
    12
    @NoFun, effettivamente Lust for Life ha avuto una seconda vita in quel periodo e i Jet ne hanno prolungato indirettamente l'ondata. Buona anche Rollover Dj ma leggo nei commenti sotto che viene citata In The Shadows dei The Rasmus: qui scende facile una lacrima perché amavo quella canzone e ogni volta che la facevano in tv (tipo a top of the pops) la ascoltavo sempre. A parziale giustificazione dico che nel 2003 avevo dieci anni e quindi brani come Are you gonna be my girl o In the Shadows mi sembravano stupendi.
    No Fun
    Lunedì 17 Maggio 2021, 13.20.49
    11
    Odio profondo da quando all'epoca andavo in un locale, partiva il riff e io sorridevo pensando "Lust for Life!" e invece era "Vuoi essere la mia fidanzata?" Tra l'altro a fine novanta pure Lust for Life la si sentiva dappertutto in seguito al successo di Trainspotting, insomma con questo riff i Jet avevano rotto le balle.
    Indigo
    Lunedì 17 Maggio 2021, 13.13.36
    10
    Are you gonna be my girl probabilmente uno dei miei primissimi approcci alla materia rock. Canzone divertentissima (anche se @Gracci ha ragione a citare "l'influenza " di Lust for Life) che ascolto sempre con piacere.
    Sicktadone
    Lunedì 17 Maggio 2021, 11.57.36
    9
    Band ottima, sebbene nel genere i Franz Ferdinand erano decisamente meglio.
    Giaxomo
    Domenica 16 Maggio 2021, 9.43.03
    8
    La penso come Gracci, anche se di revival ne ascolto a pacchi. Però i Rasmus, dio mio, quelli erano davvero terribili. Corro in bagno!
    duke
    Sabato 15 Maggio 2021, 17.50.25
    7
    ....bel dischetto....ma dopo questo li ho persi di vista....
    Argo
    Sabato 15 Maggio 2021, 17.50.18
    6
    Secondo me non hanno avuto intenzione di essere revival, non hanno niente a che fare con gli anni 70, a parte i vestiti da straccioni, abbandonati dopo il primo disco. A me piace molto il secondo e soprattutto il terzo.
    Gracci
    Sabato 15 Maggio 2021, 17.46.26
    5
    Non li ho mai sopportati, i revival anni 70 hanno senso se un gruppo mostra almeno un briciolo di personalità. Per me sono soltanto un gruppo mediocre pompato dal mainstream, all'epoca erano uno dei gruppi che passavano sempre per radio e in TV con Are You Gonna Be My Girl (che plagia il riff di List for Life di Iggy Pop), insieme a quelle altre altre macchiette senza arte né parte dei Rasmus con In The Shadows. È tutto esclusivamente marketing. La prova? In quel periodo usciva anche il disco di debutto dei 30 Seconds To Mars, album spettacolare che però nessuno almeno in Italia si è filato. Quando hanno cambiato genere diventando modaioli e pompati da MTV hanno fatto il botto commerciale.
    Argo
    Sabato 15 Maggio 2021, 17.32.19
    4
    Ottimo CD, ma faranno di meglio coi prossimi 2 CD.
    Lizard
    Sabato 15 Maggio 2021, 14.52.39
    3
    Carroz: non importa che cambi nick a ogni commento...
    quartz73
    Sabato 15 Maggio 2021, 14.47.21
    2
    band inutile, derivativa, copiano in lungo e in largo... statene alla larga
    Devil
    Sabato 15 Maggio 2021, 11.43.30
    1
    18 anni fa ...
    INFORMAZIONI
    2003
    Elektra Records
    Hard Rock
    Tracklist
    1. Last Chance
    2. Are You Gonna Be My Girl
    3. Rollover DJ
    4. Look What You've Done
    5. Get What You Need
    6. Move On
    7. Radio Song
    8. Get Me Outta Here
    9. Cold Hard Bitch
    10. Come Around Again
    11. Take It or Leave It
    12. Lazy Gun
    13. Timothy
    Line Up
    Nic Cester (voce solista, chitarra)
    Cameron Muncey (chitarra e voce)
    Mark Wilson (basso e pianoforte)
    Chris Cester (batteria e voce)
     
    RECENSIONI
    ARTICOLI
    14/10/2024
    Live Report
    JET + I HATE MY VILLAGE
    Alcatraz, Milano (MI), 26/09/2024
    21/06/2024
    Live Report
    JETTASANGU FEST
    VOL. 14 - Palestra Lupo, Catania (CT), 07-06-2024
    24/02/2023
    Live Report
    JETHRO TULL
    Teatro degli Arcimboldi, Milano (MI), 15/02/2023
    16/03/2019
    Live Report
    OVERKILL + DESTRUCTION + FLOTSAM AND JETSAM + CHRONOSPHERE - KILLFEST TOUR 2019
    Phenomenon, Fontaneto D'Agogna (NO), 09/03/2019
    10/09/2018
    Articolo
    JETHRO TULL
    1968-1978, The Golden Years
    23/06/2012
    Live Report
    FATSO JETSON + BONES & COMFORT + MALE DI GRACE
    Lo-Fi, Milano, 15/06/2012
    24/07/2010
    Live Report
    JETHRO TULL
    Teatro Romano, Ostia Antica, 14/07/2010
    19/05/2010
    Live Report
    JETHRO TULL
    Il flauto è rock
    28/07/2009
    Live Report
    JETHRO TULL
    Il flauto magico
     
     
    [RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]