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27/12/24
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Agent Steel - Order of the Illuminati
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02/05/2020
( 1366 letture )
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Parlare degli Agent Steel significa ripercorre una storia fatta di una manciata di album storici, ma anche di innumerevoli problemi di line-up, continui scossoni e problemi legali: una di quelle classiche band che avrebbero probabilmente avuto le carte in regola per fare il grande salto, ma che sono sempre rimaste in una pur rispettabile retrovia. Parte della “colpa”, certamente, va ascritta al bizzoso cantante John Cyriis, tanto bravo quanto indecifrabile, ma sarebbe probabilmente ingiusto gettare la croce soltanto addosso al suddetto. Semplicemente, purtroppo, pare proprio non fosse destino per il gruppo di Los Angeles assurgere a vera gloria.
Quest'oggi parliamo di quello che è forse il lavoro meno noto del gruppo, ma che, pur non raggiungendo le vette di eccellenza di altre opere targate Agent Steel, merita ciò nondimeno di essere riscoperto: pubblicato nel 2003, Order of the Illuminati venne alla luce in un periodo (tanto per cambiare) turbolento della vita della band californiana: nel 2001, infatti, il buon Cyriis aveva diffidato i suoi ex compagni dall'utilizzare il nome storico del gruppo, che per un periodo aveva cambiato nome proprio in Order of the Illuminati: risolte momentaneamente le problematiche, i musicisti non trovarono di meglio che battezzare il nuovo album proprio con il nome del monicker che avevano temporaneamente scelto in precedenza. Rispetto ai dischi degli esordi, improntati più allo speed metal, Order of the Illuminati si caratterizza per uno stile più tipicamente thrash, che certamente farà la felicità degli appassionati del genere: Bruce Hall, pur essendo nel complesso meno capace di raggiungere i clamorosi acuti del suo precedessore, sfodera una prestazione comunque invidiabile, mostrandosi più aggressivo di Cyriis al microfono. Avenger, traccia introduttiva, è con ogni probabilità una delle migliori canzoni mai composte dagli Agent Steel: riff assassini, batteria potente, voce che alterna acuti e passaggi più rabbiosi, parti soliste splendide; veramente un “pezzone”, come si suol dire! Ma alcuni di quelli che seguono non sono certo da meno: Ten Fists of Nation ed Enslaved alternano passaggi più ragionati a vere e proprie sfuriate (una costante ben gestita dell'album), mentre Earth Under Lucifer è carica di un groove quasi panteriano (in tanti del resto hanno fatto propria la lezione del mai troppo celebrato combo texano). C'è, naturalmente, lo spazio per l'immancabile power ballad, che risponde al nome di Insurrection, caratterizzata tanto dalle chitarre, quanto dal solenne basso di Karlos Medina; un po' scontata forse, ma comunque di effetto! Il bassista, peraltro, avrà modo di ritagliarsi anche uno spazio solista con la curiosa Dance of St. Vitus. C'è posto, nella seconda metà del disco, pure per brani meno riusciti, come le conclusive Kontrol e Human Ballet, ma al contempo alcuni pezzi mantengono il livello importante: Forever Black probabilmente è il brano che maggiormente convincerà gli amanti del thrash grazie ai suoi riff spaccaossa, mentre Apocalypse verrà apprezzata da chi preferisce il groove (detto che comunque non rinuncia a momenti di accelerazione).
Forse un pizzico inferiore a Omega Conspiracy, ma comunque molto bello, Order of the Illuminati è un lavoro da riscoprire, con tante canzoni di qualità oggettivamente elevata: la produzione, dal canto suo, è di buon lignaggio e di questo possiamo essere un pizzico orgogliosi in quanto italiani, giacché l'album fa parte della scuderia Scarlet Records; volendo proprio essere pignoli, la copertina è invero bruttina, ma la qualità della musica fa passare questo aspetto decisamente in secondo piano.
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5
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Ottimo album! Forse il mio preferito dell'era Hall! |
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4
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Per me il più riuscito dei 3 con Bruce Hall. Peccato per qualche brano non molto incisivo nella seconda parte, ma Avenger, Ten Fists of Nation o Insurrection sono ottimi pezzi. Certo, in questa fase la band aveva uno stile diverso (più orientato al thrash) rispetto ai dischi con Cyriis, i quali - va detto - rimangono di un’altra categoria. Riguardo al nuovo album con Cyriis... speriamo innanzituttonche esca... Voto 79 |
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3
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Masters of Metal....mo mama....mo per piaser.... |
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2
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Agent Steel. Li riconosco nei primi 2 album e nel mini del 1986. Ho ancora Omega Conspiracy, niente male, visti anche in quel tour lì, per me non erano più gli Agent Steel. Finiti. Poi sentiremo il prossimo col vecchio cantante. |
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1
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Album bellissimo quanto sottovalutato. Mentre Omega Conspiracy e Alienigma prendono polvere sullo scaffale, questo lo ascolto abbastanza spesso. Agli amanti di queste sonorità suggerisco anche il notevole From Worlds beyond dei Masters of Metal, spin off degli Agent Steel con 3/5 della formazione di questo album. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Avenger 2. Ten Fists of Nation 3. Earth Under Lucifer 4. Enslaved 5. Insurrection 6. Apocalypse 7. Forever Black 8. Dance of St. Vitus (Bass Solo) 9. Dead Eyes 10. Kontrol (Instrumental) 11. Human Bullet
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Line Up
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Bruce Hall (Voce) Juan Garcia (Chitarra) Bernie Versailles (Chitarra) Karlos Medina (Basso) Rigo Amezcua (Batteria)
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RECENSIONI |
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