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Biohazard - State of the World Address
22/07/2017
( 4050 letture )
Nella sua immensa eterogeneità culturale, che fin dalla fondazione ne ha contrassegnato la storia, New York ha rappresentato e tuttora rappresenta certamente una ricca linfa ispirativa per miriadi di forme d'arte, musica inclusa. Dall'intreccio di questi contesti c'è chi ha preferito individuare quel filo che conduce nei meandri più oscuri di questa immensa area urbana, dove sussulta tutto quello strato umano collocato ai margini della società e ghettizzato in precisi quartieri collocati sia nel suo cuore che nella sua sterminata periferia. Qui non esiste nessuna legge, il motore della vita quotidiana è unicamente sopravvivere a quella condizione di povertà e degrado che travaglia le anime di coloro che vi si trovano ingabbiati. Traffico e consumo di droga ed armi, guerre tra etnie e gang rivali per il controllo del territorio affogano in un nichilismo che non vede vie d'uscita e di redenzione. Ed è probabilmente questo uno degli elementi che nella prima metà degli anni '80 alimentò e fece esplodere tra i tanti stili anche l'hardcore Newyorkese; alla fine di quel decennio, nomi quali Cro-Mags, Agnostic Front e Sick of it All si imposero quali maggiori esponenti del movimento. Tuttavia, proprio in questo preciso frangente temporale, emersero velocemente dei nuovi interpreti, su tutti i Biohazard, i quali furono tra i primi a rielaborare l'hardcore inglobandovi tutti gli stili connessi e partoriti all'interno di uno scenario urbano così selvaggio. Il quartetto sfruttò infatti le influenze punk, metal e soprattutto l'hip hop, convogliandole in una miscela singolare e guadagnando così in breve tempo molta popolarità e soprattutto rispetto nella scena, pur spostandone con decisione le coordinate stilistiche di base. Fu nel 1992 che con il secondo, importantissimo Urban Discipline, i Biohazard iniziarono ad incrementare la loro quasi inaspettata popolarità, complice anche una (ad oggi irriconoscibile) MTV che proiettava sul mercato mainstream tutta la nuova generazione di band rock appartenenti all'ondata dei Novanta, quasi “costretta” ad inseguire il flusso di un genio creativo tanto irripetibile quanto inarrestabile. Il video di Punishment, all'epoca, era uno dei più gettonati nelle quotidiane rotazioni e le antenne delle Warner Bros intercettarono immediatamente il talento dei quattro “brooklynites”, strappandoli dal roster della Roadrunner Records. Probabilmente, giunti a questo punto, ci si aspetterebbe una sorta di conversione commerciale, ma questo invece di fatto non avvenne. I Biohazard, infatti, in tutta la loro carriera, costellata certamente di alti e bassi, hanno sempre cercato di non vendersi a nessuno (concetto che verrà reso poi esplicito in Sellout), cercando di concepire sia con modesti che ingenti mezzi una proposta genuina e priva di compromessi. L'entrata alla Warner Bros fu semplicemente un'occasione per sfornare il colpo definitivo, sfruttando ed implementando tutti gli elementi che avevano già reso grande Urban Discipline, ma disponendo di una produzione e soprattutto di un produttore eccellente (Ed Stasium) che permise ai newyorkesi di affinare al massimo l'elaborazione degli arrangiamenti che di fatto rappresentano oltre ai suoni la vera differenza che separa lievemente State of the World Address dal suo predecessore.

Dal punto di vista compositivo, in questo lavoro possiamo inoltre notare un consistente ridimensionamento degli influssi tipicamente hardcore; la titletrack, con la successiva Down for Life ed infine Pride, collocata in fondo alla tracklist, sono le tracce che calcano in misura maggiore tale solco, che caratterizzò la prima era della band. I restanti brani si assestano invece in linea generale su un metal groove ed in questo contesto i potenti pattern di Danny Schuler risultano praticamente fondamentali nell'infondere la giusta carica ad un riffing che punta a colpire dritto in faccia. A parte la ‘tamarraggine’ delle due parti strumentali che introducono Failed Territory e Love Denied, includendoci una Human Animal più standardizzata rispetto al resto dei pezzi, State of the World Address si districa in una successione che non lascia un attimo di respiro. L'alternanza e l'unione delle voci rabbiose di Seinfeld e Graziadei che si dividono tra il rappato e le urla che caratterizzano per lo più i refrain (a volte volutamente stonate come ad esempio il frangente finale in cui Graziadei raggiunge l'apice della disperazione in How It Is) vanno a colmare tutta la carica spietata e selvaggia contenuta nei pezzi contrassegnando quel senso di malessere, rancore e odio che pervadono tutti quei quartieri abbandonati a sé stessi di cui disquisivamo in sede introduttiva. Nonostante tre singoli che con il passare degli anni hanno contribuito a definire una prima identità del disco in questione (trattasi della micidiale How It Is che vede la partecipazione di Sen Dog dei Cypress Hill, dei trascinanti grooves di Tales from the Hard Side e Five Blocks to the Subway), tutti i pezzi di State of the World Address viaggiano su livelli altissimi di godibilità, basti pensare ad una Lack There of che nella sua sezione centrale si fa carico di una sequenza estrapolata da Reservoir Dogs di Tarantino per costruire un crescendo il cui ripetersi di I trust no one può deflagrare nell'assolo impazzito di Hambel, oppure ai continui stati tensivi creati in Each Day (accompagnati tra l'altro da un bellissimo giro di basso di Seinfeld) fino alle ritmiche serrate e stradaiole di Cornered.

A distanza di oltre vent'anni dalla sua proiezione alle masse, risulta dunque chiaro come State of the World Address abbia superato brillantemente la prova del tempo, risultando ancora oggi un album fresco e coinvolgente, uno dei picchi discografici dei Biohazard insieme all'indimenticabile Urban Discipline, nonché un precursore di alcune tendenze che in maniera postuma sono passate alla ribalta, seppur per un breve lasso di tempo, verso la seconda metà dei Novanta, contrassegnando in maniera inaspettata d'altra parte il declino dei newyorkesi con il successivo Mata Leão . Ad ogni modo, al di là di tutte le importanze storiche e di ispirazione, chiunque cerchi un momento in cui sfogare la propria frustrazione facendosi investire da un assalto sonoro carico di tutta quella violenza, veemenza ma anche sana ignoranza e marciume (seppur il livello ineguagliabile sia già stato raggiunto da uno sdentato Graziadei in Shades of Grey) qui troverà tutto il pane per (appunto) i suoi denti.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
87.5 su 10 voti [ VOTA]
RAIN
Lunedì 29 Aprile 2024, 13.07.50
18
Album fantastico! Per chi scrive quasi alla pari con Urban Discipline. Pezzi più cadenzati ma ugualmente molto potenti dove si perfeziona ulteriormente la fusione tra NYHC, Rap e Metal... tutti i suoini più fighi della New York del tempo su questo disco li senti. I testi di questo album come dei due precedenti sono ancora spaventosamente attuali purtroppo, oserei direi profetici. Pezzo preferito What makes us tick!
No Fun
Mercoledì 24 Aprile 2019, 21.02.28
17
Ahahah così impari a rispondere a "quel" post! Ah... questo è un album della madonna!! Che pogate a Sonoria con questi qua nel 95!!! Ciao Skull !!!! punti esclamativi come piovesse...
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 24 Aprile 2019, 20.37.05
16
Noooo. Disastro. Ho cannato pagina
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 24 Aprile 2019, 20.35.58
15
Non so quanto fosse OT, ma daje e ridaje ho letto "quel" post di thrasher ed altro non dice se non quello che dicono i batteristi, con l'aggiunta del paradosso che sia il più ricco il che è probabile ma non certo, metti che Silvio si diletti col rullante e... torna solo scarso. Incursione gratuita
troops of tomorrow
Mercoledì 24 Aprile 2019, 19.50.34
14
hardcore rules....
Claudio
Mercoledì 24 Aprile 2019, 17.09.21
13
Discone!!!!
Shadowplay72
Mercoledì 29 Novembre 2017, 1.18.57
12
Uno degli album migliori dei biohazard.sentito parecchie volte.mi piaceva e mi piace proprio un casino!
Demanufattura
Venerdì 27 Ottobre 2017, 16.51.44
11
A mio parere uno dei gruppi più sottovalutati di sempre, davvero grandiosi. Ora aspetto la recensione di Urban Discipline, il nio preferito di tutti i loro album assieme a questo qua.
TheSkullBeneathTheSkin
Venerdì 4 Agosto 2017, 15.39.25
10
Questo è il disco dei Biohead con la produzione migliore, probabilmente... se Urban Discipline avesse avuto il suono di questo... mammamia! Detto questo un bell'85 sulla groppa glielo attacco, dai ragazzi manca ancora una rece per diffondere il verbo... where is justice? where is punishment?
Tartu
Mercoledì 26 Luglio 2017, 9.19.56
9
IL LORO CAPOLAVORO
valz
Martedì 25 Luglio 2017, 22.02.19
8
all'epoca mi piaceva molto, decisamente più duro e hardcore... riff decisamente mastodontici e atmosfere cupe molto diverse dal sucessivo UD
LAMBRUSCORE
Martedì 25 Luglio 2017, 14.23.00
7
@valz, mi ricordo che il primo non mi piaceva molto, dovrei riascoltarlo per dire qualcosa.
valz
Lunedì 24 Luglio 2017, 22.08.25
6
credo che in pochi ricordino invece il loro primo, mastodontico, disco... ormai un reperto archeologico
Undercover
Sabato 22 Luglio 2017, 21.21.07
5
L'ho amato sin dal primo ascolto, ma concordo con Lambruscore, Urban mi piace anche di più proprio perché più "reattivo".
Lizard
Sabato 22 Luglio 2017, 20.06.11
4
Hai ragione Lambruscore, corretto, grazie!
LAMBRUSCORE
Sabato 22 Luglio 2017, 19.51.53
3
IL loro secondo album si chiama Urban Discipline, non Hurban... tra l'altro è il mio preferito ,anche State mi piace, solo che per i miei gusti ha pochi pezzi veloci.
Havismat
Sabato 22 Luglio 2017, 16.05.19
2
Disco magnifico, nient'altro da dire. Per me almeno 90.
Pacino
Sabato 22 Luglio 2017, 14.55.18
1
una bella botta, grande band e grande album. Voto 88
INFORMAZIONI
1994
Warner Bros. Records
Crossover
Tracklist
1. State of the World Address
2. Down for Life
3. What Makes Us Tick
4. Tales from the Hard Side
5. How It Is
6. Remember
7. Five Blocks to the Subway
8. Each Day
9. Failed Territory
10. Lack There of
11. Pride
12. Human Animal
13. Cornered
14. Love Denied
Line Up
Billy Graziadei (Voce, Chitarra)
Evan Seinfeld (Voce, Basso)
Bobby Hambel (Chitarra)
Danny Schuler (Batteria)
 
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