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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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Blind Guardian - Tokyo Tales
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( 3380 letture )
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Forti di un successo sempre più ampio, dovuto soprattutto a due ottimi album come Tales from the Twilight Hall (1990) e Somewhere Far Beyond (1992), i Blind Guardian di inizio anni Novanta si possono considerare senza troppe remore i veri astri nascenti del power metal europeo. I consensi ottenuti in seguito a queste pubblicazioni ricevettero una conferma anche sul versante live, come testimoniato dal primo album dal vivo registrato durante il tour in Giappone, intitolato Tokyo Tales e pubblicato nel 1993. Nel paese del Sol Levante il gruppo tedesco raggiunse un’inaspettata prima posizione nelle classifiche; un risultato che non poteva non essere premiato. Per la realizzazione del live album furono registrate due date effettuate nel mese di dicembre del 1992, dalle quali vennero poi estratti i pezzi migliori, per un risultato finale con tutti i connotati di un vero e proprio “best of”. Pur trattandosi del tour di Somewhere Far Beyond, sono però solo tre i brani estratti da quel disco. Perlopiù, infatti, furono scelti pezzi da Follow the Blind e da Tales from the Twilight Hall, quattro per parte, mentre solo uno dal più datato Battalions of Fear. Grazie a ciò, anche a distanza di molti anni si può guardare a Tokyo Tales nell’ottica di una raccolta che rende pienamente merito al meglio della produzione dei Blind Guardian del periodo a cavallo tra gli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo, quello della definitiva consacrazione, e non come ad un semplice live album che pubblicizzi -come spesso accade- l’ultimo disco in studio.
La devastante accoppiata iniziale formata da Inquisition e Banish from Sanctuary ci mostra fin da subito una band in ottimo stato di forma, con un Hansi Kürsch sugli scudi a trascinare gli spettatori nipponici esaltati dal muro sonoro innalzato per loro dal combo tedesco. La prestazione dei singoli, qui come per tutto il corso del disco, è assolutamente impeccabile e la resa live di questi pezzi ancor più efficace che nella loro versione in studio. L’inesauribile tappeto ritmico dettato dalla batteria di Thomas Stauch fa da sfondo comune a tutti i brani, che come ben sappiamo sono resi unici dal grandioso comparto riff messo in piedi dalle due chitarre e dall’eccellente interpretazione vocale del frontman. Pezzi divenuti oggi dei classici lo erano presumibilmente già allora, come l’immancabile Valhalla, canzone dal ritornello quantomai adatto ad essere cantato da un coro unico di migliaia di persone posizionate ai piedi del palco, o Lost in the Twilight Hall, che al pari delle varie Traveler in Time, Goodbye My Friend e Welcome to Dying rende giustizia alla potenza magistrale dei brani contenuti in Tales from the Twilight Hall. Anche in questo caso si può facilmente notare come la formula del ritornello dalla presa immediata funzioni sempre a meraviglia, soprattutto se a sorreggere il tutto ci sono strofe solide e inscalfibili come il marmo. Il trittico di novità rappresentato dalla manciata di pezzi estratti da Somewhere Far Beyond non mette comunque in mostra tutto il meglio del disco in questione, ma come anche il tempo ha stabilito, Journey Through the Dark, The Quest for Tanelorn e Time What Is Time sono canzoni capaci di lasciare un segno ben definito del loro passaggio. Lasciando da parte pezzi diversi, anche un po’ più calmi, come ad esempio The Bard’s Song o Lord of the Rings, che certo non avrebbero sfigurato all’interno della tracklist, i Blind Guardian hanno fatto una scelta ben precisa, che certo rende più compatto questo live album, ma non lo rende fruibilissimo a tutti i tipi di pubblico. Il finale con la cover di Barbara Ann è l’ideale per stemperare i toni e ci permette di terminare l’ascolto con divertimento sincero.
Pubblicato per conto della Virgin Records con la quale la band aveva da poco firmato un contratto dopo l’allontanamento dalla tedesca No Remorse -che era appena fallita-, Tokyo Tales è un album che potremmo definire “raro”, in quanto i Blind Guardian hanno pubblicato appena due live in circa trent’anni di onorata carriera. Un po’ poco per una formazione capace di dare il meglio di sé proprio sul palco, luogo in cui ogni canzone acquista connotati esponenzialmente più epici e trascinanti rispetto alla stessa versione in studio. I primi anni Novanta sono stati un periodo decisivo per i Blind Guardian, con il definitivo salto di qualità ottenuto con l’uscita di Imaginations from the Other Side, album non da tutti apprezzato per via di una virata melodica/sinfonica troppo accentuata e lontana dai fasti di un esordio già lontano, ma ormai consacrato come pietra miliare di un intero genere. Tokyo Tales si pone come ponte immaginario tra i primi Blind Guardian, più giovani e meno avvezzi alle elaborazioni del proprio sound (fatta eccezione per Somewhere Far Beyond, in cui iniziavano a intravedersi i primi cambiamenti) e quelli ormai maturi e desiderosi di percorrere strade ben più intricate, capaci di dare alle stampe lavori come il già citato Imaginations, ma ancor di più Nightfall in Middle-Earth, vero e proprio vertice compositivo della band tedesca. Tutti motivi più che validi per rispolverare questo disco a distanza di oltre vent’anni dalla sua uscita.
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9
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A me il fiato lo toglie diciamo... dalla traccia n.2 in poi 😁 |
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8
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Disco che adoro, un live bellissimo, che ho consumato. Per me almeno 93. Da Majesty in poi tracklist da togliere il fiato... |
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7
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Vero...manca Imagination...altrimenti sarebb. il LIVE DEI LIVE. A tal proposito hanno rimediato sontuosamente con il magnifico live Imaginations through the looking glass. Nemmeno io amo particolarmente il periodo da Nightfall in poi. |
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6
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Gran bel Live-Album, con una produzione non eccelsa(da questo punto di vista sembra un po un bootleg). Manca qualche cavallo di battaglia(vedi The Bard'song e Lord of The Ring) e siccome ne era un Live del tour di supporto, avrei gradito qualche pezzo in più di Somewhere Far Beyond, il mio album preferito dopo Nightfall. Tuttavia i loro pezzi dal vivo rendono maggiormente. Il loro live-album successivo "Live" di dieci anni dopo sarà di gran lunga superiore, disponendo ovviamente di un repertorio più ampio. |
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5
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@entropy: nightfall non riesco proprio a digerirlo. salvo mirror mirror e time stand still, per il resto è ordinario per me. su immagination concordo che sia il loro capolavoro, nel post mi sono espresso male. nel senso che avendo deciso di pubblicare il live in quel periodo, sono riusciti a metterci il meglio. Tra l'altro segnalo che esiste una versione remaster che contiene Lord of the rings. |
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4
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disco storico, ottimo. concordo con flight 666. voto 87 |
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3
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@ al a parte che imagiantion credo che sia cmq il migliro album sia per chi come te ama il prima, che come me ama il dopo... e quindi una grave assenza. Poi almeno i pezzi di nightfall più diretti potresti salvarli ! |
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2
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90 come minimo. per me grande live. @entropy: per me invece è praticamente il meglio. manca Immaginations è vero ma almeno non ci sono tutti i polpettoni che han scritto gli anni dopo. un bel live spaccaossa e diretto. e ci sono alcuni capolavori |
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1
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mah, disco storico, ma onestamente non mi ha mai scaldato il cuore, anche perché rappresenta la parte meno interessante della storia dei blind guardian. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Inquisition 2. Banish from Sanctuary 3. Journey Through the Dark 4. Traveler in Time 5. The Quest for Tanelorn 6. Goodbye My Friend 7. Time What Is Time 8. Majesty 9. Valhalla 10. Welcome to Dying 11. Lost in the Twilight Hall 12. Barbara Ann
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Line Up
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Hansi Kürsch (Voce, Basso) André Olbrich (Chitarra) Marcus Siepen (Chitarra) Marc Zee (Tastiere) Thomas Stauch (Batteria)
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