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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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Michael Schenker - Blood of the Sun
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( 2725 letture )
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Fare il nome di Michael Schenker significa citare inevitabilmente una personalità essenziale nella storia della chitarra. Che si parli dei primi anni con gli Scorpions, al fianco del fratello, del suo lavoro con gli UFO o della fondazione negli anni ottanta del Michael Schenker Group, non si può negare la sua influenza su diverse generazioni di chitarristi e, più in generale, musicisti. È quindi con un misto di curiosità e soggezione che mi avvicino a Blood of the Sun, e la mia soggezione non può che crescere scorrendo la lista dei musicisti che vi hanno collaborato. A partire dai cantanti, tra cui si ritrovano anche Gary Barden, Robin McAuley e Jeff Pilson che già in precedenza avevano lavorato con Schenker. Blood of the Sun, però, mi spinge anche a dubitare, poiché si tratta di un disco di cover, la maggior parte delle quali già incluse in Heavy Hitters, album del 2005, mentre per la prima volta fanno la comparsa Save Yourself e Finding My Way. I miei dubbi non sorgono in relazione al talento, al valore pressoché storico di Michael Schenker e compagni, ma dalla natura stessa del disco; in quale ottica valutare la reinterpretazione di grandi brani? Mi domando, soprattutto, quanto possa emergere la creatività del chitarrista tedesco. Inizio a scorrere la lista dei titoli e mi rendo conto della varietà musicale delle proposte; Black Sabbath, Thin Lizzy, Hendrix, Cream, Pink Floyd, Rush, fino ad Elvis Presley, con l'aggiunta di Doctor Doctor degli UFO e Save Yourself del M.S.G., che portano la firma di Schenker. Ed è proprio quest'ultimo il brano più recente, se così si può dire, riportandoci all'anno 1989.
Il disco si apre con Out In The Fields, dall'originale firmato da Gary Moore e Phil Lynott. Michael Schenker si tiene piuttosto vicino alla prima versione, limitandosi a renderla solo più moderna, sostenuto dalla voce di Gary Barden. La sensazione è che con questo primo brano ed il successivo Save Yourself, il cui interprete è Robin McAuley, il chitarrista tedesco abbia voluto proporre una partenza lenta, senza colpi di scena. Le cose cambiano con Doctor Doctor, brano originale degli UFO. L'apertura del pezzo è stata lievemente cambiata, resa più importante e lunga. La voce di Jeff Scott Soto non delude, rivelandosi affascinante e semplicemente perfetta per il brano. Michael Schenker riesce a portare in un attimo la canzone dal 1979 ad oggi, dimostrandone l'attualità e, al contempo, ricordando l'influenza che ha esercitato negli anni. Dopo averci conquistato con Doctor Doctor, farina del suo sacco, Michael si avventura nella reinterpretazione del brano dei Black Sabbath, War Pigs, cambiando totalmente atmosfera, grazie anche alla presenza al microfono di Tim Ripper Owens. La scelta del suo particolare timbro vocale risulta più interessante del previsto, ma il cantante si lascia forse andare con troppa frequenza ai suoi acuti. Certo può essere giustificato dalla presenza esplosiva della chitarra, che qui più che in precedenza si impone come protagonista indiscussa. Lo stile di Schenker stravolge con successo quello molto più incline al minimalismo della registrazione originale di Tony Iommi, liberando la chitarra e la sua personalità, senza mai eccedere però in manierismi fini a loro stessi; il rispetto e l'incisività con cui il chitarrista procede non turberanno comunque chi ha amato la canzone già nel 1970. C'è un titolo in particolare che continua ad attirare la mia attenzione; ciò che mi incuriosisce è scoprire come Michael Schenker sia riuscito a trasformare All Shook Up di Elvis Presley e, in particolare, come sia riuscito a renderla meno ammiccante. L'ascolto, per chi ha in mente la versione cantata da Presley, è un'esperienza in primo luogo sbalorditiva, ma molto divertente. Inutile dire che nell'originale non esiste nulla di simile alla forza della chitarra di Schenker. La voce dello strumento si alterna a quella di Joe Lynn Turner, ancora una volta un grande cantante per una grande interpretazione. Di sicuro una delle scelte più interessanti del disco. Blood of the Sun prosegue con l'avvicendarsi di musicisti e cantanti, tra cui Leslie West che nella titletrack dà nuova vita al brano da lui pubblicato alla fine degli anni sessanta; poi Sebastian Bach, Mark Slaughter e Paul Di'Anno. Interessante anche Money, dei Pink Floyd, con la voce di Tommy Shaw e il sassofono di Edgar Winter che si alterna nell'assolo alla chitarra. L'ultima voce sul disco è quella di Jeff Pilson che reinterpreta Politicians dei Cream. Infine, le tracce conclusive contengono la versione strumentale di Doctor Doctor e War Pigs.
Non serve essere necessariamente musicisti per conoscere i mille usi delle cover. Possono essere il modo più semplice con cui un gruppo cerca di prendere coscienza delle proprie capacità. A volte sono il tributo verso altri grandi artisti, simbolo di rispetto e di ispirazione. Altre volte sono un momento divertente nel corso di un concerto. Nella maggior parte dei casi è facile considerarle prive di attrattiva, perché carenti di valore creativo, spesso banali. Giunta alla conclusione dell'ascolto, però, mi accorgo di quanto Blood of the Sun sia lontano da questi concetti e di come le cover possano rappresentare armi a doppio taglio. Se prese con leggerezza possono essere la tomba dell'originalità; ma nelle mani di un artista, diventano esaltazione estrema della personalità. Michael Schenker è riuscito, apparentemente senza sforzo, ad imporre sé stesso su questi grandi brani, aiutato dalla presenza di musicisti che a loro volta possiedono forte individualità. Sembra quasi che la sua disinvoltura sia la chiave dell'efficacia del disco, osservando come il chitarrista non abbia avuto la necessità di dimostrare nulla, se non forse il suo gusto. Il suo modo di suonare, la sua capacità di interpretare, non stravolgono la natura originaria delle canzoni; Schenker si è insinuato in ognuna di esse, facendo risaltare simultaneamente lo stile preesistente e le sue personali sovrapposizioni stilistiche. Se ognuna di queste canzoni potesse essere vista come una colonna, Schenker diverrebbe l'architrave che le lega e le rende una struttura solida. Leggendo i titoli contenuti del disco, mi chiedevo chi vorrebbe acquistare un disco di canzoni già note e perché. Blood of the Sun non ha una sola risposta, ma diverse e tutte ugualmente valide. Innanzitutto, è il metodo ideale per conoscere ancora più profondamente l'espressività di Michael Schenker, attraverso la veste da lui appositamente confezionata che i brani assumono. Inoltre Blood of the Sun è un'affascinante raccolta di elementi compresi tra gli anni sessanta e ottanta, visti attraverso la lente di ingrandimento che è la chitarra di Schenker; insomma, un'iniezione di cultura che potrebbe fare bene a molti musicisti in cerca di una fonte di ispirazione.
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5
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Michael Schenker è senza ombra di dubbio uno dei migliori chitarristi contemporanei capace di possedere una espressività impressionanate. (in sintesi: è capace di suonare una marcetta funebre rendendola Metal ed altrettanto orecchiabile). Definito il diretto erede di Randy Rhoads per qualità ed intuizione. (desiderato alla follia da Ozzy e dagli Aerosmith per dirne due a caso). Purtroppo Michael ha avuto una vita privata/professionale altrettanto difficile (dalla perdita di tutti i diritti d'autore delle sue composizioni alla depressione che lo ha devestato psicologicamente ) che lo hanno eclissato nel mondo della discografia, ma gli amici, quelli veri ci sono sempre e questo disco ne è la prova. Appunto Il titolo corretto sarebbe "Michael Schenker & Friends", cambiando quello del 2005 che originariamente si doveva intitolare "Heavy Hitters”. Insieme ai tanti numerosi ospiti, tutti di livello e prestigio, finalmente nel 2014, dopo nove anni e con il contributo di tutti gli amici, si è riuscito a far pubblicare questo disco. Le cover sono tutte bellissime, e neanche uguali a nessuno altro interprete, proprio per il fatto che a suonarle c'è Schenker. Un uomo, un musicista come nessuno altro. Adesso si rimane in attesa di un disco tutto nuovo. Jimi TG |
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4
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Lo Schenker con Bonnet o McAuley io non l ho più trovato , signori questo era davvero un grandissimo !! Ha scritto cose davvero belle e ha saputo far esprimere la sua 6 corde in modo egregio ...ma poi negli ultimi anni ha fatto dischi pessimi ...senza senso ..senza carattere ... L album di cover probabilmente lo ascolterò ...ma sicuramente con il trita e ritrita ...mah ... |
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3
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un cd di cover!!! tre quarti li posseggo nei cd delle bands originali.....e poi...poi....ancora doctor doctor!!!!!! non ne posso piu' ( bella e storica per carita') l'ho in 4000 versioni in 4000 cd di ufo-schenker( studio,live e unplugged.....gli rimane di inciderla in versione braille o chesso' in spedirla nello spazio alle civilta' aliene!!)......michael dai retta fatti una vacanza e mangia-bevi un po di piu' perche' nelle ultime foto sei al limite dell'anoressia!!...aspettando un tuo nuovo-vero capolavoro magari fra un po'. |
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2
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Bella recensione, lo farò mio a breve |
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1
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Bella recensione, lo farò mio a breve |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Out in the Fields 2. Save Yourself 3. Doctor Doctor 4. War Pigs 5. Finding My Way 6. All Shook Up 7. Blood of the Sun 8. Money 9. I'm Not Talking 10. Hair of the Dog 11. I Don't Live Today 12. Politicians 13. Doctor Doctor (strumentale) 14. War Pigs (strumentale)
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Line Up
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Michael Schenker (Chitarra solista e ritmica)
Gary Barden (Voce nella traccia 1) Robin McAuley (Voce nella traccia 2) Jeff Scott Soto (Voce nella traccia 3) Tim Ripper Owens (Voce nella traccia 4) Sebastian Bach (Voce nelle tracce 5, 11) Joe Lynn Turner (Voce nella traccia 6) Leslie West (Voce nella traccia 7) Tommy Shaw (Voce nella traccia 8) Mark Slaughter (Voce nella traccia 9) Paul Di'Anno (Voce nella traccia 10) Jeff Pilson (Voce nella traccia 12, Basso nelle tracce 6, 9 e 12) Bob Kulick (Chitarra ritmica) Edgar Winter (sassofono nella traccia 8) Rudy Sarzo (Basso nella traccia 7) Marco Mendoza (Basso nella traccia 3) Mike Inez (Basso nella traccia 4) Tony Levin (Basso nella traccia 8) Chuck Wright (Basso nella traccia 1) Phil Soussan (Basso nella traccia 10) Tony Franklin (Basso nella traccia 11) Aynsley Dunbar (Batteria nelle tracce 6, 4 e 9) Simon Wright (Batteria nella traccia 7) Brett Chassen (Batteria nelle tracce 3, 1 e 12) Mike Baird (Batteria nella traccia 8) Vinnie Appice (Batteria nella traccia 10) Eric Singer (Batteria nella traccia 11)
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