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05/04/25
CULT OF FIRE + THE GREAT OLD ONES + CARONTE
REVOLVER CLUB, VIA JOHN FITZGERALD KENNEDY 39 - SAN DONÀ DI PIAVE (VE)
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Dieci anni... Tanti ne sono passati da quando una giovane band olandese ha iniziato a muovere i primi passi nel vasto ed affollato mondo del metal. Una decade durante la quale questi giovani ragazzi sono cresciuti, scoprendosi -nonostante la concorrenza di tanti altri gruppi loro connazionali e non- capaci di vivere della loro musica e diventando uno degli act più apprezzati del symphonic metal a livello internazionale, un po' per le personalità che hanno saputo esprimere (chi al giorno d'oggi non ha mai sentito parlare di Simone Simons?) e soprattutto per un percorso musicale di grandissimo valore, che continua tutt'oggi ad evolversi e a spingersi verso nuovi lidi. Il dvd oggetto, per gli Epica è essenzialmente un sogno che si avvera: partendo dall'assunto che la loro musica ha sempre vissuto della componente orchestrale i nostri hanno tentato più volte nel corso degli anni di registrare cd o dvd con una vera orchestra a supporto. Due sono stati in particolare i tentativi: il We Will Take You With Us del 2004 e il controverso The Classical Conspirancy del 2009, entrambi fallimentari, vuoi per una scarsa capacità dei musicisti classici di adattarsi al modo di suonare degli Epica (We Will Take You With Us) e vuoi per una registrazione che potremmo -eufemisticamente- definire amatoriale (The Classical Conspirancy). Finalmente però, dopo anni di preparazione il 24 aprile 2013 al Klokgebouw di Eindhoven gli Orange sono riusciti a coronare questo sogno a cui prima accennavo: suonare per tre ore di fila supportati da un'orchestra di settanta elementi (l'ungherese The Extended Remenyi Ede Chamber Orchestra) e da un coro di quaranta (The Choir of Miskolc National Theatre), questa volta però con un'attrezzatura ed un palco modernissimi che hanno permesso di riprendere e registrare la prestazione in maniera sublime, in più con la sicurezza di collaborare con musicisti che per la seconda volta avevano a che fare con loro, visto che l'orchestra e il coro in questione sono gli stessi di The Classical Conspirancy. Il concerto più lungo della loro storia che viene usato per un dvd che finalmente rende giustizia a tutti questi anni di carriera e a tutti quei tentativi purtroppo falliti.
Retrospect -questo il nome di questa nuova fatica di casa Epica- è stato presentato al mondo in formato dvd e blu-ray in un package ben fatto che comprende -oltre al concerto- dei documentari e tutto il live in formato audio su tre cd, per poterselo godere anche senza dover stare davanti ad uno schermo. Insomma, tutto quello che un fan potrebbe desiderare, anche se come vedremo più avanti certi aspetti potevano forse venir curati ancora meglio.
Ma arriviamo finalmente a premere play per vedere più da vicino questo lungo ma appassionante concerto. L'apertura ci mostra da subito la grandiosità del palco: un allestimento in linea con quello utilizzato dagli Epica durante l'ultimo tour ma con molti spazi occupati dalla numerosa orchestra e dal coro. Il pubblico è anche molto numeroso, si parla di quasi 4000 persone presenti in loco (più svariate persone che assistevano al live in streaming) provenienti da più di 50 paesi diversi, cosa più volte rimarcata da Simone che utilizzerà per questo l'inglese come lingua franca pur trovandosi in Olanda. Dopo un'intro del tutto orchestrale composta per l'occasione, i nostri attaccano con l'immancabile Monopoly of Truth, da subito i suoni appaiono veramente calibrati nei minimi dettagli, dato che si sente tutto in maniera cristallina, orchestra compresa; considerando le centinaia di microfoni impiegati non oso immaginare la difficoltà per i fonici nel riuscire a gestire in maniera adeguata tutti i canali, mixando tra l'altro con perizia tutto l'insieme, forse soltanto il povero Rob Van Der Loo è l'unico ad uscire assieme ai suoi bassi un po' con le ossa rotte nei momenti più concitati. La setlist che pian piano si svela davanti ai nostri occhi mostra un buon bilanciamento tra pezzi nuovi ed estratti dagli album precedenti, viene letteralmente ripercorsa tutta la carriera (seppur non in ordine cronologico), mostrando però canzoni anche notevolmente riarrangiate, sia per esaltarne la dimensione orchestrale sia per non farle risultare fuori contesto vista la maggiore cattiveria con cui suonano gli ultimi Epica (la Cry for the Moon di oggi è molto diversa da quella pubblicata molti anni fa). Non mancano tra l'altro delle chicche particolarmente interessanti come un pezzo composto e suonato solamente per quest'occasione, intitolato giustamente Retrospect, un altro come Twin Flames suonato per la prima volta dal vivo nonostante si tratti di uno dei primi composti dalla band (anche se è stato incluso solo recentemente come bonus track in certe versioni di Requiem for the Indifferent), ci sono poi medley orchestrali che riprendono altri grandi classici esclusi dalla scaletta per motivi di tempo (Fools of Damnation, Feint, Mother of Light, Kingdom of Heaven e molte altre), collaborazioni con i solisti dell'orchestra (notevole il duetto tra Isaac e il primo violinista mentre interpretano il Presto, terzo movimento di Estate delle Quattro Stagioni di Vivaldi) o con Floor Jansen, grande amica e ospite fissa degli Epica che qui canta insieme a Simone prima una versione dello Stabat Mater Dolorosa di Pergolesi e poi Sancta Terra (pezzo su cui hanno spesso duettato nei durante tour passati). Glisserò inverce sulla reinterpretazione dance di alcuni passaggi di The Phantom Agony preferendo parlarvi degli inserimenti di famosissime cover di John Williams estratte dalla colonna sonora di Star Wars, nella fattispecie Battle of the Heroes e la più celebre Imperial March, senza tralasciare la bellissima idea di suonare un pezzo (Quietus) richiamando sul palco tutti i membri della prima formazione della band (Ad Sluijter, Yves Huts e Jeroen Simons) che non si ritrovavano tutti insieme da anni.
Poco c'è da dire in merito all'esecuzione, la scaletta è stata suonata con una precisione notevole, sia dal gruppo che dall'orchestra, cosa non banale comunque quando si porta avanti un concerto da tre ore che comporta senza dubbio un certo sforzo fisico, nella fattispecie l'assolo di batteria di Ariën Van Weesenbeek dopo due ore e mezza di concerto può essere solo spiegato prendendo per vera la versione fornita da Simone in merito (batterie di riserva “infilate” in posti piuttosto oscuri). Gli unici appunti negativi posso essere fatti al comparto vocale (non che sia una novità purtroppo): Mark dal vivo tende ad essere meno performante nel growl a basse tonalità, privilegiando lo screaming o una sorta di mid-growling piuttosto acido. Simone invece è incredibilmente altalenante nella sua prestazione, chiaramente le possono essere concesse tutte le attenuanti del caso: un concerto lungo il doppio del normale e soprattutto un evidente pancione da gravidanza (all'epoca attorno al terzo mese) che l'ha probabilmente costretta a trattenersi anche nei movimenti per ovvi motivi, ad ogni modo interpreta alcuni pezzi in maniera sublime mentre in altri prende delle stecche che per quanto non troppo clamorose risultano comunque evidenti, detto ciò comunque nulla che non possa capitare dal vivo e che non inficia una prestazione nel complesso comunque degna. Ad ogni modo le tre ore scorrono via molto in fretta e l'incedere non risulta mai pesante, vista soprattutto la miriade di elementi da tenere d'occhio, il numero di sorprese e la scaletta scelta che non presenta mai cali o filler.
Prima accennavo ad aspetti migliorabili, effettivamente ci sono piccoli difetti di produzione (come dei titoli delle canzoni stampati in ordine sbagliato nel raccoglitore interno) che per quanto insignificanti appaiono strani per una casa discografica come la Nuclear Blast, anche se gli Epica sono notoriamente sfortunati da questo punto di vista (molti di voi si ricorderanno la pubblicazione internazionale di Requiem for the Indifferent con la canzone Serenade of Self-Destruction in versione orfana delle voci), inoltre una buona parte del documentario sembra messa lì tanto per fare minutaggio, dato che le brevi interviste fatte ai membri del gruppo non aggiungono nulla a quello che potrebbe scoprire un ascoltatore casuale buttando per due minuti lo sguardo sulla biografia della band, mentre tutto sommato risulta interessante la parte dedicata al “dietro le quinte” del concerto.
Ci troviamo comunque davanti ad un prodotto ben realizzato che rappresenta un must per tutti i fan della band e che da comunque un'idea di come questi olandesi possano suonare veramente dal vivo, considerando che -per quanto si può dedurre dal concerto in sé- non sono state sovraincise parti in studio. Insomma, gli Epica finalmente ce l'hanno fatta: Retrospect è un live all'altezza delle loro aspettative e che ci mostra tutta la loro maturazione in un contesto eccezionale, dandoci una chiara visione delle loro possibilità e mostrandoci i punti ancora migliorabili. Almeno altri dieci di questi anni!
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una delle poche band del genere che ascolto sempre con piacere, sempre ottima Simone Simons. |
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8
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Quella dei Blu-Ray non la sapevo. Io ho la versione DVD (me l'hanno regalata, se no non l'avrei comparata per i motivi che ho già esposto nel primo commento, pur essendo un grande fan della band). Certo che gli Epica hanno una sfiga immensa. D: Anyway, aggiungo un'altra cosa: l'emoziona data dal telo che cade durante Introspect è una cosa bestiale! E il logo, che figo il logo. *-* |
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7
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@Cristiano, diciamo che Simone nei live non ha mai brillato. Ma per motivi non tecnici: problemi di acustica, concentrazione pari a zero, poco riscaldamento vocale, linee vocali poco adatte alla sua voce (prima gliele scriveva Amanda Somerville, solo da RFTI ha iniziato a scriversele da sola, e infatti sulle nuove canzoni è molto più comoda). Senza contare che spesso cantava ubriaca. xD Però, nel suo triennio d'oro (2008 - 2010) ha fatto comunque grandi cose. Lei è una cantante talentuosissima e molto espressiva, e sa fare dei trucchetti tecnici molto difficili (è bravissima con gli ariosi, nello sfumare linee vocali partite aggressive e nel giocare col colore della sua voce). Agli esordi era intubatissima, ma in compenso aveva un'impostazione verticalissima. Poi ha smesso di intubare e ha rivelato una delle voci migliori al mondo. Io la amavo, davvero. Però ultimamente mi è caduta dal cuore: non studia dal 2009 e si sente. Spero abbia ripreso o stia riprendendo ultimamente, perché sarebbe un grande spreco buttare al vento una voce del genere. Bah, almeno ci rimane il triennio 2008-2010. L'altra volta stavo guardando dei live acustici di Chasing the Dragon e Quietus: la differenza con i live del Retrospect è abnorme! Ma secondo me per il Retrospect Simone stava male, perché in alcuni concerti successivi canta meglio. Forse aveva avuto mal di gola, perché steccare i finali di Never Enough e TPA è assurdo! Va be', però alcuni brani li ha fatti bene. Design Your Universe, Serenade of Self-Destruction, ad esempio. E anche qualche parte di Unleashed (il coro iniziale, che ha degli acuti non facili), la parte alta di TPA, alcuni passaggi di Quietus, la prima metà di Delirium, ad esempio. Ma anche lo Stabat Mater Dolorosa: considerando che Simone non è una cantante lirica vera e propria, non l'ha fatta malaccio. E in ogni caso l'ha fatta meglio di Floor! Poi, ovviamente, valutandola con canoni lirici è stata un disastro, ma lei non si spaccia per cantante lirica e quindi non vedo perché valutarla come tale. Semmai è una cantante crossover decisamente sbilanciata verso il canto moderno/leggero. P.S. dimenticavo un'altra canzone ci sarebbe stata a pennello in questo concerto con l'orchestra: Resign to Surrender. E invece hanno fatto la (bellissima) Martyr of The Free Word, che con l'orchestra non viene affatto bene. |
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@paul: sì avevo intuito e ti ringrazio di aver aggiunto la tua esperienza così che chi legge possa farsi un'idea più completa!  |
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Sì Gianluca lo avevo capito, non è stata di certo una tua mancanza ma mi è parso giusto precisare a completamento della tua splendida recensione, cosicchè chi ancora non ha acquistato un package del concerto possa fare le necessarie valutazioni...ossia acquistare il dvd perfetto ma non in alta definizione o puntare sull'alta definizione del blu-ray ma con l'immagine non perfetta in quanto a linearità?  |
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@paul: ah questo è anche parecchio grave io purtroppo non ne ho potuto parlare perché ho acquistato l'edizione Dvd standard! |
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la Nuclear Blast non ha molta fortuna quando si tratta degli Epica...il buon Gianluca Leone (che mi vede d'accordo in tutto ciò che ha scritto) non l'ha detto ma il blu-ray in questione presenta difetti di masterizzazione evidenti in entrambi i dischi con l'immagine che "balbetta" ogni 2-3 secondi...davvero un peccato in quanto parliamo di un grandissimo concerto. |
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2
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Bel DVD, gran bello spettacolo con tutte canzoni azzeccate. Purtroppo mi sembra che la Simmons non riesca a stare dietro a come canta sugli album, l'ho vista anche dal vivo e la mia impressione è stata confermata dalla visione di questo Live, poi se non studia dal 2009... Comunque concordo con Prometheus qui sotto, le luci erano gestite male davvero, troppe e troppo invadenti, non si riesce a godere bene della prestazione della band. Detto questo è un buonissimo prodotto, belli i duetti con Floor, bellissime Deisgn Your Universe e Consign To Oblivion. |
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1
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Concordo più o meno su tutto: Simone altalenante (non studia dal 2009, mannaggia a lei! Mi sta cadendo dal cuore ultimamente) che comunque se l'è cavata, la band che ha fatto una performance eccellente, il riarrangiamento dei pezzi molto riuscito (The Divine Conspiracy finalmente in versione non soporifera *-*) e la straordinaria prova dei musicisti. Però il mio voto è 6,5. E lo dico da grande fan degli Epica. E i motivi sono principalmente tre: 1) la location è troppo piccola e angusta, avrebbero potuto prendere una sala per concerti più grande e abbassare il prezzo dei biglietti (moltissimi hanno boicottato il concerto per via dei prezzi troppo alti, perché se no un 10 mila spettatori si sarebbero potuti raggiungere); 2) la gestione delle luci non mi è piaciuta, in alcuni punti non si vede un cappero; 3) la scaletta: avrebbero potuto aggiungere pezzi aggressivi e insieme adatti a essere suonati con l'orchestra, come Menace of Vanity e Internal Warfare. E dov'è finito il Capolavoro Assoluto degli Epica, ossia Kingdom of Heaven? E perché non hanno inserito nulla da The Score? E che senso ha cantare Twin Flames senza i Do# sovracuti? Ok, in un contesto del genere sarebbe stato quasi impossibile per chiunque cantarli, ma allora tanto valeva non farla. Se proprio volevano proporre una bonus track, avrebbero potuto ripescare Higher High o Nostalgia. E perché suonare Never Enough? E perché preferire Delirium a Tides of Time? Boh! Ciò detto, ho apprezzato molto l'idea di proporre Chasing the Dragon con le tessutiste circensi, ma anche quella di ripescare TDC (suonata una sola volta live, credo), ma anche quella delle parti dance di TPA ("Are you ready for the party?!"), ma anche quella di proporre un brano inedito. Ah, un'altra cosa che non ho apprezzato sono stati gli ospiti: Floor e i vecchi membri degli Epica? Ma per sul serio? Si parlava di "tanti" ospiti "internazionali"! Mi sarei aspettato Marcela Bovio, Amanda Somerville, Tommy Karevik, Alissa White-Gluz e/o Shagrath! E poi che fine hanno fatto le ballerine di danza del ventre che spesso gli Epica si scarrozzano per Serenade of Self-Destruction? Bah! Io ho seguito il live streaming ed è stata un'emozione incredibile e unica, ma mi aspettavo molto di più. Il momento migliore del concerto? Lo splendido medley orchestrale. E anche Design Your Universe, dai... P.S. ma la recensione dell'ultimo dei MaYaN la farete? xD |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Introspect 2. Monopoly of Truth 3. Sensorium 4. Unleashed 5. Martyr of the Free World 6. Chasing the Dragon 7. Presto 8. Never Enough 9. Stabat Mater Dolorosa 10. Twin Flames 11. Serenade of Self-Destruction 12. Orchestral Medley 13. The Divine Conspiracy 14. Delirium 15. Blank Infinity 16. The Obsessive Devotion 17. Retrospect 18. Battle of Heroes & Imperial March 19. Quietus 20. The Phantomy Agony 21. Cry for the Moon 22. Sancta Terra 23. Design Your Universe 24. Storm the Sorrow 25. Consign to Oblivion 26. Outrospect
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Line Up
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Simone Simons (Voce) Mark Jansen (Growl & Chitarra) Isaac Delahaye (Chitarra) Coen Janssen (Tastiere) Rob Van Der Loo (Basso) Ariën Van Weesenbeek (Batteria)
The Extended Remenyi Ede Chamber Orchestra The Choir of Miskolc National Theatre
Musicisti Ospiti
Floor Jansen (Voce in Stabat Mater Dolorosa e Sancta Terra) Ad Sluijter (Chitarra in Quietus) Yves Huts (Basso in Quietus) Jeroen Simons (Batteria in Quietus)
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