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ARCH ENEMY + ELARMIR + BLACK THERAPY + NERODIA - Orion, Ciampino (RM), 22/07/2015
29/07/2015 (3364 letture)
NERODIA
Aprono la serata i Nerodia, band romana dedita ad un blackened death metal con forti influssi thrash che nella sua carriera ha fatto da ottimo opener a numerosi gruppi di caratura internazionale che si sono esibiti nella capitale (l’ultima loro esibizione in ordine cronologico è stata lo scorso giugno con i Rotting Christ).
I sempre efficienti servizi del trasporto pubblico romano mi impediscono di assistere al loro live ma raccolgo come un segugio dichiarazioni dalla band stessa ed informazioni da alcuni fidati presenti: ne risulta il quadro univoco di un gruppo che, forte di un pubblico non ancora numeroso ma devoto ed entusiasta, predilige l’esecuzione di brani inediti, dando così un assaggio della futura produzione ancora in cantiere, non trascurando neppure l’ultimo EP con l’interpretazione di brani quali Selfsick Madness e Deadend Procession, mentre l’unico estratto dai vecchi successi è la song Storm of the Holocaust.

BLACK THERAPY
È la volta della perfomance dei Black Therapy, band di death metal melodico di chiara derivazione scandinava che non avevo mai avuto occasione di ascoltare dal vivo. Capitanati da Giuseppe di Giorgio, singer degli Eyeconoclast, i deathster capitolini presentano in questa occasione il loro ultimo EP dal titolo The Final Outcome uscito nel 2014, a sua volta pubblicato a breve distanza dall’album d’esordio.
Un’esibizione che coinvolge appieno il pubblico in sala e che scorre senza soluzione di continuità anche grazie all’ottima presenza scenica dei musicisti.
I Black Therapy hanno d’altronde dalla loro una musica molto varia nelle atmosfere, capace di trascorrere da momenti più autenticamente death a passaggi più black e metalcore fino a momenti più cupi e malinconici, che vengono tutti interpretati con la medesima, forte partecipazione emotiva.

ELARMIR
Tutte e tre le band che si esibiscono prima del concerto degli Arch Enemy hanno affidato alla casa discografica Revalve Records la pubblicazione dei loro album.
L’apertura della serata, che possiamo quindi a tutti gli effetti definire una Revalve Night, si conclude con gli Elarmir, band capitolina che ha elaborato una formula musicale piuttosto complessa ed articolata che prevede l’inserzione su un ordito death di una trama varia e cangiante costituita da influssi progressive, black e sinfonici. La voce della singer Eleonora Buono, in arte Dysdemona, impreziosisce la musica con il suo cantato lirico e le esibizioni live con il suo indubbio carisma. Purtroppo in questa occasione le sue doti vocali sono penalizzate da un’equalizzazione non perfettamente riuscita, che viene calibrata solo verso la fine della performance.
La band presenta in anteprima al pubblico dell’Orion il suo nuovo album Human Wisdom, che uscirà il prossimo settembre e dal quale i primi di giugno è stato estratto il singolo Thorns corredato da un piacevole videoclip.
Gli spettatori, che nel frattempo sono cresciuti di numero, sembrano apprezzare e sostenere il gruppo nonostante le difficoltà tecniche summenzionate; gli Elarmir dal canto loro non si risparmiano pur di realizzare una performance il più possibile di qualità e dal forte impatto emotivo.

ARCH ENEMY
I cambi di palco sono stati finora rapidi ed indolori e l’attesa dell’esibizione degli headliner non è lunga. L’atmosfera è vivace, nonostante la quasi insostenibile afa che avvolge con il suo laido abbraccio tanto il pubblico dell’Orion quanto l’intera città.
E’ in queste condizioni ambientali che la band fondata nel lontano 1995 dai fratelli Amott porta sul palco un’esibizione musicalmente ineccepibile e straripante energia.
I cambi di line up avvenuti nel 2014, primo fra tutti l’eclatante passaggio di consegne tra Angela Gossow ed Alissa White-Gluz, ma anche l’arrivo di Jeff Loomis, chitarrista di un gruppo storico quale i Nevermore, hanno avuto il tempo di consolidarsi e di dare i propri frutti anche in termini di qualità della proposta live: questa, grazie al rodaggio degli innumerevoli tour già svolti, raggiunge ora non solo un’impeccabile precisione esecutiva ma soprattutto una spiccata attitudine alla spettacolarizzazione.
I musicisti, soprattutto gli scenografici chitarristi Loomis ed il mitico Michael Amott come pure naturalmente la singer, primadonna a tutti gli effetti, si muovono sul palco con energia tesa, controllata che mai deflagra né mai s’indebolisce, sempre sincronizzandosi tra loro in modi anche complessi, alternandosi, sostenendosi, avvicinandosi a coppie, a terzetti, unendosi tutti insieme in plastici “quadri viventi” saturi di energia e tensione pur lasciando sempre il ruolo di protagonista alla splendida Alissa, portatrice sana non solo di un infaticabile growl ma anche di una bellezza tutta particolare, vibrante ed energetica, che sa declinarsi in mille espressioni corporee e facciali.
A dispetto della non esaltante fase della loro carriera, del fatto che questa si protrae ormai da troppi anni e persino dell’evidenza che una parte del pubblico presente è legato ai primi lavori e si è scomodato solo perché curioso della bella Alissa, c’è da dire che dal vivo il loro death fortemente melodico e piuttosto prevedibile riprende vita, merito della grande esperienza ma anche delle indubbie qualità interpretative della band in sede live.
La set list è ovviamente incentrata sull’ultimo lavoro War Eternal, ma non disdegna di aprirsi, inframmezzarsi e chiudersi con brani più e meno famosi del repertorio classico.
I nostri sono indubbiamente molto generosi e si producono per la gioia dei fan più accaniti in un concerto molto lungo che si conclude con un encore di ben quattro brani, aperto e chiuso rispettivamente da una intro ed un outro.
Ad alcuni sarà sembrata una performance un po’ plastificata per questo eccesso di coordinazione che dà quello sgradevole effetto di fittizia perfezione, ma ad uno sguardo e ad un orecchio più attenti anche i brani meno di spicco della loro carriera (tra i quali quelli dell’ultimo album) riprendono colorito e vivacità proprio grazie all’esibizione live.
Qualcuno potrebbe ribattere sottolineando che questa vitalità è artefatta come il trucco che si stende pietosamente sul viso dei defunti prima del commiato definitivo. Bene, forse potrà esserlo nel futuro, ma per ora la presenza di Alissa, supportata dall’intera band che da lei trae nuova linfa vitale, esclude che tale possibilità si concretizzi, la allontana con forza pari all’energia che questa donna sa esprimere con tutto il suo essere.

SETLIST ARCH ENEMY

1. Khaos Overture
2. Yesterday is Dead and Gone
3. Burning Angel
4. War Eternal
5. Ravenous
6. Stolen Life
7. My Apocalyse
8. You Will Know my Name
9. Bloodstained Cross
10. Under Black Flags We March
11. As the Pages Burn
12. Dead Eyes See No Future
13. Avalanche
14. No Gods, No Masters
15. We Will Rise

---- ENCORE ----
16. Tempore Nihil (intro)
17. Never Forgive, Never Forget
18. Snowbound
19. Nemesis
20. Fields of Desolation
21. Enter the Machine (outro)






Conte Mascetti
Mercoledì 5 Agosto 2015, 8.48.45
1
Secondo me Ammot se le tromba tutte e due (Angela e Alissa). Così, di finezza.
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La locandina del concerto
ARTICOLI
29/07/2015
Live Report
ARCH ENEMY + ELARMIR + BLACK THERAPY + NERODIA
Orion, Ciampino (RM), 22/07/2015
 
 
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