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CENTRALE 66, VIA NICOLÒ DELL’ABATE N.66 - MODENA

IN.SI.DIA + Guest - FESTA BIKER, COLOGNO AL SERIO (BG) - 30/08/14
05/09/2014 (2361 letture)
Anche quest’anno la Festa Biker di Cologno offre un’ampia varietà di intrattenimento e cucina, passando dall’esposizione di moto e motori agli incontri di boxe nel ring allestito, dalle bancarelle di pelli e bigiotterie agli spogliarelli in tarda serata, oltre ovviamente allo spazio riservato alla musica. In particolare, come nelle precedenti annate, sono l’hard rock e il metal italiano ad accaparrarsi uno spazio d’onore, aggiungendo al pubblico biker e a quello occasionale una più o meno folta schiera di appassionati di musica. Se l’anno scorso avevano avuto particolare successo gli show di Bulldozer e Strana Officina, quest’anno sono i Domine e gli In.Si.Dia a rappresentare il metal tricolore in quel di Bergamo. In particolare, sono i recentemente rinati thrasher bresciani il gruppo principale del sabato, che prevede anche il concerto dei milanesi Nefastis.

NEFASTIS
Avevo già avuto modo di vedere i melodic death/thrasher Nefastis assieme ai Leprous diversi mesi fa, ma in questo caso il contesto è più appropriato alla loro proposta, e forti probabilmente delle recenti registrazioni, la grinta mostrata dal gruppo è stata decisamente più convincente. Il thrash dei Nefastis è piuttosto squadrato, con il piglio aggressivo delle sonorità un po’ più estreme (come si sente dalla voce harsh, non esattamente thrash), in cui si frappongono numerose incursioni melodiche che ricordano i lead dei Carcass degli anni ’90, nonché aperture musicale più heavy oriented, contrapposte ai groove batteristici più intensi. La presenza scenica è forse un po' moderata per una proposta musicale simile, data l’immediatezza dei pezzi, che non eccedono in tecnica, cercando piuttosto l’impatto della ritmica o il pathos delle melodie, tanto che anche le sezioni solistiche sono nette e riconoscibili. Resta comunque piuttosto convincente il songwriting dei pezzi, già maturo per un gruppo al debutto discografico, nonché sufficientemente vario per rendere il loro sound godibile sotto più aspetti.

IN.SI.DIA
Forti della recente e acclamatissima reunion, partita nel miglior modo auspicabile con l’affollato show al Metalitalia Festival a Maggio, i thrasher bresciani In.Si.Dia hanno attirato l’attenzione dei nostalgici dei tempi passati e di moltissimi giovani che si sono appassionati alla loro musica (e parlo come esponente di questa seconda categoria), che hanno acquistato le recenti ristampe dei loro Istinto e Rabbia, del 1993, e Guarda Dentro Te, del 1995, due perle di singolare bellezza nel piccolo della storia del thrash tricolore. Certo, c’è da dire che il pubblico davanti ai nostri poteva essere ben più nutrito, come era stato al Live qualche mese fa, ma gli In.Si.Dia sono sul palco per divertire e divertirsi e sembrano sempre lusingati dalla conoscenza approfondita della loro musica che dimostrano gli astanti davanti al palco. Dopotutto, la scelta di cantare in italiano non solo rende unico il loro thrash, melodico e carico di groove, ma lo rende anche più masticabile per gli ascoltatori connazionali. Ed è subito dimostrato dalla opener Nulla Cambia e ancor più dalla memorabile Parla Parla a seguire. Come dicevo, il thrash metal degli In.Si.Dia ha, soprattutto nel primo album, una forte connotazione à la Bay Area, mostrandosi dunque aggressivo, veloce, spigoloso e liricamente introspettivo e immediato (in questo caso, con richiami alla tradizione hardcore e punk italiana dei vari Negazione e Nerorgasmo), ma con un’attenzione melodica approfondita, anche vagamente heavy-oriented, che diventa anche più evidente sul secondo album, più vicino al concetto novantiano di thrash, con groove più vari e ritmati e sezioni vocali più drammatiche. Ne è un ottimo esempio Terzo Millennio, uno dei pezzi migliori del set, sia per l’atmosfera grigia e rabbiosa, sia per l’approfondimento tematico sulla guerra etnica nei Balcani, nonché per il suo thrash cupo che mi ricorda, personalmente, i Metallica di …And Justice for All. Notevole, ancora, la prestazione vocale del bassista Fabio, che ha preso posizione dietro il microfono dopo la reunion, la quale non ha incluso il chitarrista ritmico e voce originale della formazione, Riccardo "Yard", la cui voce era comunque istintiva, oltre che potente, e dunque ben interpretata dal bassista storico, che si lascia scappare solo qualche parola o indecisione, forse (e comprensibilmente) per la veste di frontman da poco assunta. Ispirate anche le parti solistiche di Manu e del nuovo e più giovane chitarrista Alessandro, dei Penthagon; queste variano dai tipici fraseggi speed metal e le sfuriate di floyd rose e tremolo, ai momenti più riflessivi dei lead più heavy/rock-oriented, come quelli che necessariamente vanno a coronare la splendida Il Tempo, la power ballad thrash made in italy per eccellenza, che aggiunge alla classica formula americana gli ingredienti della ballata acustica tricolore, per un connubio assolutamente singolare che viene lasciato cantare, in alcune battute, al pubblico, preparatissimo e molto coinvolto, anche e soprattutto sul finale tipicamente metal. Alberto, presente con gli In.Si.Dia già nella seconda metà della loro carriera prima dello scioglimento nel 1997, dà prova di un drumming trascinante, ma anche piuttosto vario, che non sembra aver perso colpi e fa scuotere i capelli dei presenti al ritmo dell’esplosiva Qual è la Differenza. Tra i pezzi più acclamati, Sulla Mia Strada dall’imperdibile Istinto e Rabbia, un altro manifesto di quanto tale album sia coraggioso nelle scelte musicali e grintoso, ma anche estremamente approfondito sotto il profilo tematico e testuale, sia nell’aspetto introspettivo, che nell’analisi della società moderna, sia ancora in quello della ricerca spirituale e dell’alienazione. Il frontman Fabio gioca anche con il pubblico lasciando cantare alcune delle indimenticate strofe dei propri capolavori, chiudendo infine lo show con l’attesa cover di Tutti Pazzi dei seminali italiani Negazione. Dopo un caloroso saluto del proprio pubblico, sono richiamati sul palco per concedere un bis, di nuovo Parla Parla, a cui si aggiungono sul finale anche due membri dei giovani thrasher Blindeath che hanno tributato gli In.Si.Dia, in modo singolare, con una cover della suddetta canzone.

Per concludere, uno show divertente ed emozionante, sicuramente molto significativo per l’apprezzamento della storia del metal nazionale, e che riporta alla luce il nome degli In.Si.Dia e la loro ottima musica, senza troppe pretese di tornare alla ribalta o di cercare successo al di là all’onesta devozione dei propri fan italiani. Tanti ancora di questi concerti per gli In.Si.Dia!

SETLIST IN.SI.DIA
1. Nulla Cambia
2. Parla Parla
3. Sì... Realtà
4. Solo Solitudine
5. Grido
6. Terzo millennio
7. Fuggire
8. Il Tempo
9. Qual è la Differenza
10. Sulla Mia Strada
11. Solo Allora
12. Oltre quel Muro
13. Tutto è Detto
14. Tutti Pazzi (Negazione cover)

---- ENCORE ----

15. Parla Parla



AL
Venerdì 5 Settembre 2014, 8.48.35
1
Nicko! a saperlo ci saremmo beccati! condivido il tuo commento finale sugli Insidia. bravi anche i Nefastis anche se la voce non mi piace proprio al 100%
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