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05/04/25
Mantras for Peaceful Death over Europe
Revolver Club - San Donà di Piave
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METALLICA + SLIPKNOT + LOSTPROPHETS - Stadio Euganeo, Padova, 29/06/2004
04/07/2004 (13695 letture)
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È certo, i
Metallica tornano in Italia e questa volta in quel di Padova prendendo di
mira, dopo qualche variazione di programma, lo Stadio Euganeo.
Pronti via, eccoci come abitudine indaffarati con la stretta cerchia di amici
a preparare zaini, macchine fotografiche, catene e borchie sufficienti per
mischiarci con le migliaia di metalheads presenti, smaniosi di godersi questa
giornata non certo priva di emozioni.
Nonostante l'entusiasmo a 1000, ci vediamo immediatamente proiettati in una
interminabile coda autostradale, con 35 gradi roventi sulle spalle che non
hanno intenzione di demordere, non la benchè minima idea di dove lo stadio
sia situato e già troppa birra che scorre nelle vene che certo non aiuta a
risolvere questi piccoli problemi logistici. Ma fiduciosi e arditi eccoci
allo stadio dove la tensione per quel che sarà si rende immediatamente
palpabile.
Entrati con non poco anticipo, presi i posti dovuti in mezzo alla ressa nel
prato si presenta davanti a noi un palco dove vale la pena soffermarsi un
attimo; 50 mt circa la lunghezza della struttura, un impianto di luci e
schermi impressionante il tutto condito con uno staff formato non meno da 50
addetti ai lavori che non smettono un attimo di perfezionare il già
mastodontico palcoscenico.
Detto fatto si parte: i Lostprophets non tardano ad entrare ed un buon numero
di presenti accolgono la band gallese con applausi e corna a volontà. Ora, seppur l'apertura mentale sia dovuta, quasi obbligatoria in questi
casi, mi risulta impegnativo dover descrivere quanto fatto dalla band perchè
ci troviamo per la millesima vola al più puro stile new metal, alternato da
basi rockettare e ritmate che più non si può, voci pulite sovrestate da
screaming cattivi quanto inutili,tastiere a go go e quant'altro vogliate
immaginare.
La prova? Beh..certo la band ce la mette tutta e non disdegna certo
l'occasione avuta ringraziando più volte sia le band che verranno sia i
presenti per la foga (e la pazienza) concessa.
Una classica band da intro che visto il genere proposto, non concede mezze
misure di gradimento.
Uscendo comunque tra gli applausi dopo i 4/5 brani proposti, non tardano ad
iniziare preparativi e soundcheck per l'avvento degli Slipknot che, dando un'occhiata alla folla presente, sembra essere davvero ben voluta in questa afosa
giornata di Giugno.
L'attrezzatura che il "nine piece" utilizzerà è davvero
sbalorditiva, percussioni nuove di zecca esclusivamente in acciaio fiammante
con il logo della stella a nove punte a fare da scudo, una batteria
personalizzata con altrettanti stemmi incisi, la consolle del Dj posizionata
su di un rialzo per padroneggiare la scena ed in mezzo un microfono che sarà
strapazzato dal folle frontman Corey Taylor. Alle spalle del palco si issa un
enorme tendone con il logo della band, la folla è quasi incontenibile quando
la intro dell'omonimo album viene lanciata ad una potenza sonora
impressionante.
Il primo "mascherato ad entrare in scena è il batterista Joey
Jordison, accolto da un assordante boato che non sembra avere termine visto
l'ingresso dopo pochi secondi di tutto il carrozzone dell'Iowa.
Il look è decisamente variato sia nelle maschere (il maiale è stato
addirittura tolto sostituito da una mschera che ha tutte le sembianze di un
teschio) che dell abbigliamento; tute nere con cravatte per i nostri, capelli
tinti con i più svariati colori e come sempre quell'attitudine aggressiva e
oltranzista che raffigura la band.
Si da il via alle danze con Sicche fa prontamente esplodere un pogo
infernale tra la folla,la band sembra puntare molto sull'attitudine visiva
correndo, rotolando e chi più ne ha più ne metta.
Vengono immancabilmente presentate anche songs tratte dall'ultima fatica
The Subliminal Verses
quali Pulse Of The Maggots, Three Nil e Duality dando vita ad una prova
di tutto rispetto.
Vengono immancabilmente eseguiti brani più remoti come Wait and Bleed, Spit it Out e la devastante Disasterpiece tratta da quel fortunato lavoro che
risponde al nome di Iowa.
Corey si diverte a sbiascicare in continuzione frasi in italiano come
"Grande stronzo" "Fate casino!" e un paio di bestemmie che sinceramente a
mio avviso danno al singer un aria di teen ager rincoglionito.
Ma piccolezze a parte gli Slipknot si dimostrano una band con le palle e
gran talento, dando vita ad una prova micidiale aggressiva e senza sosta.
Una piccola parentesi di goduria si verifica quando il Clown alla fine del
concerto lanciando le sue bacchette personalizzate vedrà il vostro
affezzionatissimo farne sua una dopo un'ardua lotta tra la folla...la
bacchetta a quel punto è mia!!!!!!!!!!!!!
La band lascia gloriosa il palco ed incita ulteriormente la folla per
l'ingresso dei Metallica (piccola curiosità il batterista degli Slipknot ha
militato qualche concerta prima nelle vesti di batterista nei Metallica per
un leggero infortunio ad Ulrich),attesa che si farà attendere come da
manuale.
Ed ecco ripartire uno stremante soundcheck e spostamenti di
amplificatori, luci, personale che si arrampica sulle torrette per direzionare
i più sofisticati comandi, insomma, due palle mostruose.
Ma tutto sarà prontamente ripagato da un devastante e del resto come
sempre, infinito concerto dei Metallica.
Si spengano quindi le luci,si accendano gli schermi per proiettare le
immagini della intro The exstacy of Gold che con la pelle d'oca viene
urlata a squarcia gola da tutti i presenti,boato che si amplifica
all'ennesima potenza quando da una chitarra distorta si intuisce che
Blackened è alle porte.
Ora, credo sia futile soffermarsi sulla tipologia delle canzoni partorite dai
Four Horsemen ma ben più costruttivo possa essere ammirare ogni volta una
band che, nonostante i migliaia di show tenuti, milioni di copie vendute e
successo all'apice del possibile, continua ad essere fresca e
travolgente, continua a smuovere maree di gente che impazzisce ad ogni
singolo potenziale cavallo di battaglia dei nostri, che ama questa band come
credo poche altre.
Hetfield instaura come suo solito un rapporto quasi "sdolcinato" con il
pubblico, ringraziando i presenti ed incitando a scatenarsi, si scatena come
un giovincello elettrizzato alle prime esperienze ma con una classe ed una
capacità tecnica impressionante. Il resto della band..beh che dire del solito
Ulrich che tra simpatici siparietti martella come un dannato accompagnato da
Trujillo sempre più fiero delle sue movenze da "Homo erectus" e Hammet che
delizia con assoli e scorribande da un estremo del palco all'altro
imbracciando sempre la sua fedele chitarra.
Poi certo, ci si può anche soffermare sull'uragano che scatenano i primi 4
accordi di Master Of Puppets, si può sognare tra i mille accendini e voci
urlanti di Nothing Else Matters, ci si può infuriare e gridare un vaffanculo
al mondo accompagnati da St.Anger e perchè no, fare un salto nel passato
nella Bay Area quando Seek And Destroy avvolge alla gola come un anaconda.
"Metallica are here tonight to make you feel better than you are" ha detto
James Hetfield al microfono, e credo che per l'ennesima volta questi mostri
sacri siano riusciti nel loro intento.
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3
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Report che sembra scritto da un bambino di 5 anni al suo primo concerto |
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2
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Giusto per la cronaca, i LOSTPROPHETS sono GALLESI, non statunitensi. |
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Ero a quel concerto, e lo ricordo benissimo. Ricordo soprattutto il massacro compiuto dagli Slipknot, massacro che ha veramente distrutto gli animi, tant è che il concerto dei Metallica mi è sembrato molto "tranquillo" in confronto. Ecco, è questa la sensazione che mi viene ripensando a quel giorno, Hetfield che faceva di tutto per incitare la gente, ma pubblico poco partecipe. |
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